Batteria per PC portatile ASUS ZenBook UX31A

Motorola è un marchio da sempre molto conosciuto all’interno del mondo della telefonia mobile. Basti pensare che il primo terminale di cui si abbia un ricordo vivido, il vecchio star tac, era prodotto proprio dalla compagnia americana. Con il passare del tempo il produttore d’oltre oceano ha vissuto di alti e bassi rimanendo comunque sempre una delle aziende più attive nel panorama internazionale.A testimonianza di ciò dopo il successo ottenuto con i vari Razr V3 e PEBL, Motorola è stata una delle realtà che per prime ha creduto al progetto di Google, adottando per le proprie soluzione l’attuale sistema operativo mobile più diffuso al mondo, ovvero Android.Come da tradizione, il produttore statunitense ha cercato da subito di distinguersi anche tra i produttori di terminali Android grazie all’adozione di particolari design o di soluzioni stilistiche singolari, cercando così di doppiare il successo ottenuto negli anni passati con terminali come Motorola V3 e Motorola PEBL. Purtroppo, tuttavia, l’universo Android nasconde un sacco di difficoltà; prima su tutte la diffusione in grande scala dello stesso OS che sfocia in una concorrenza davvero spietata, sulla quale prevalere è diventata un missione molto complicata.

Per questo motivo occorre avere una gamma di prodotti molto ampia e che soddisfi tutte le esigenze dell’utenza alla quale solo destinati. A fianco a soluzioni “estrose” come Backflip e Flipout, indubbiamente interessanti ma destinate ad un pubblico con gusti particolari, Motorola inserisce quindi nella propria gamma anche soluzioni più “concrete” come ad esemprio Atrix, Milestone o il rugged Defy. Queste ultime soluzioni sono quelle caratterizzate da un design più lineare e classico e, guardacaso, sono anche le soluzioni che fino ad ora hanno riscontrato maggior successo.Ci sono poi terminali che affiancano estrosità e concretezza in un unica soluzione cercando di soddisfare in un unico prodotto sia gli amanti dello stile che quelli più interessati alle prestazioni. È questo il caso dell’ultimo Motorola Razr, che, pur portando in dote un nome diventato famoso grazie a un terminale del passato, offre una scheda tecninca al passo con le attuali richieste, tranquillamente paragonabile a quella di molti terminali di fascia alta della concorrenza.Proprio Motorola Razr è l’oggetto della recensione di oggi. Di seguito troviamo quindi la scheda tecnica del terminale. Ricordiamo che nel caso in cui disponibili le informazioni sono state ricavate dal sito ufficiale del produttore.

La giornata odierna vede il debutto ufficiale della seconda generazione di APU, Accelerated Processing Unit, di AMD destinata all’utilizzo in sistemi notebook di fascia medio alta. Ci riferiamo alle proposte note con il nome in codice di Trinity, disponibili sul mercato come soluzioni della serie A-4000, che in varie occasioni ufficiali AMD ha mostrato in funzione evidenziando come il connubio tra CPU e GPU integrate nello stesso componente permettesse di ottenere un livello prestazionale medio molto ben bilanciato.Trinity viene dopo Llano, la prima generazione di APU AMD costruita con tecnologia a 32 nanometri, presentata in declinazione per sistemi notebook nel corso del mese di Giugno 2011. E’ trascorso poco meno di un anno e AMD con Trinity cambia le carte in tavola aggiornando la propria APU sia per la componente CPU come per quella GPU, lasciando invariato il solo processo produttivo che rimane quello a 32 nanometri con produzione delegata a GlobalFoundries.Volendo fare un paragone con le architetture Intel potremmo definire il passaggio da Llano a Trinity come una fase di Tock, nella quale cioè a parità di tecnologia produttiva utilizzata viene introdotta una microarchitettura completamente nuova. In questo caso le novità per AMD riguardano la APU nel suo complesso, avendo Trinity significative differenze rispetto a Llano tanto nella componente CPU come in quella GPU.

L’utilizzo della stessa tecnologia produttiva a 32 nanometri adottata per la produzione delle APU Llano ha implicato un aumento della superficie del die delle proposte Trinity: passiamo dai precedenti 228 millimetri quadrati agli attuali 246, con un incremento nel numero di transistor da 1,178 miliardi sino a 1,303 miliardi. Ad un aumento di poco meno dell’8% della superficie del die corrisponde un incremento del 10% nel numero di transistor, richiesto sia dall’utilizzo di una nuova architettura dal versante CPU, quella Piledriver, sia dalla componente GPU integrata che passa all’architettura VLIW-4 della famiglia Nothern Island.A caratterizzare le proposte della famiglia Trinity troviamo anche nuovi intervalli per i TDP, indicazione del livello di consumo massimo generato dalla APU durante il funzionamento e quindi linea guida di riferimento per il corretto dimensionamento dei sistemi di raffreddamento abbinati. Se le declinazioni per sistemi desktop verranno proposte con valori di 65 Watt e 100 Watt a seconda dei modelli per quelle mobile AMD ha introdotto anche versioni con TDP massimo pari a 17 Watt, accanto a quelle da 35 Watt e da 45 Watt comuni anche alle proposte Llano. La disponibilità di versioni con TDP di 17 Watt è un attacco diretto alle soluzioni Intel per sistemi Ultrabook: con Trinity AMD vuole estendere la propria presenza nel settore dei sistemi notebook, andando a presidiare anche quello dei portatili di più ridotte dimensioni curati in modo particolare nel design.

Il debutto odierno riguarda le sole versioni di APU Trinity destinate all’utilizzo in sistemi notebook; AMD ha voluto privilegiare questa classe di dispositivi così come avvenuto anche con le soluzioni Llano lo scorso anno, mossa del resto più che sensata considerando come sia questo il settore maggiormente trainante del mercato. Per le versioni destinate a sistemi desktop bisognerà ancora attendere alcuni mesi: AMD non ha infatti direttamente indicato il periodo di debutto se non un generico terzo trimestre 2012.Perché il debutto di una nuova generazione di APU è strategico per AMD? Questi prodotti riescono a mettere a disposizione un connubio ritenuto ideale al momento attuale: un buon livello prestazionale della componente CPU, per le tradizionali operazioni di produttività personale, affiancato dalle potenzialità di un sottosistema video integrato che risulta essere superiore a quanto fornito dalle schede video discrete di fascia entry level presenti sul mercato fino allo scorso anno.

Questa miscela di qualità è la stessa proposta da Intel con i processori della famiglia Core, in particolare se basati sulla nuova architettura Ivy Bridge. Se la declinazione di Intel è sbilanciata dal versante CPU, per le qualità proprie dell’architettura Core, le soluzioni APU di AMD hanno sin dalle proposte Llano evidenziato la componente GPU quale punto di forza. Considerando come l’utilizzo dei PC, tanto per attività produttive come per l’intrattenimento, stia diventando sempre più legato alla componente visual ben si capisce quale importanza rivesta per AMD questa famiglia di prodotti.Azioni di cecchinaggio, fasi stealth, grandi spazi aperti, fisica accurata e balistica finemente riprodotta, grafica da urlo. Sono queste le premesse incoraggianti del secondo capitolo di Sniper Ghost Warrior, in sviluppo ancora presso la software house polacca City Interactive. Il primo grande cambiamento rispetto al passato riguarda proprio il motore grafico: si passa, infatti, da Chrome Engine 4 (tecnologia allestita da Techland) all’avveniristico CryEngine 3 di Crytek e, come vedremo, i risultati sono effettivamente strabilianti, perlomeno in fatto di grafica.

Ma City Interactive vuole ascoltare anche il feedback degli utenti che hanno giocato il primo capitolo. Due erano le rimostranze principali: l’eccessiva linearità del gioco single player e la presenza di sezioni action poco rifinite. Lo sviluppatore ha, pertanto, aggiunto molte più sezioni cinematografiche e reso ogni momento della campagna single player altamente coinvolgente. Inoltre, sono state eliminate del tutto le sezioni action, dove si sparava all’impazzata come in un Call of Duty comunque, inserendo più duelli cecchino contro cecchino.City Interactive non è solamente uno sviluppatore, ma è anche uno dei publisher più iconici del mondo dei videogiochi. Sviluppa sulla maggior parte delle piattaorme, tra cui Xbox 360, PlayStation 3, Wii, DS e PC. La compagnia è stata creata nel 2002 combinando una casa di distribuzione con due unità di sviluppo indipendenti. Nella strategia di lungo termine di City Interactive c’è anche l’espansione verso i mercati internazionali, mentre in Polonia è punto di riferimento per l’industria dei videogiochi.Oltre alla sede principale di Varsavia, City Interactive ha studio a Rzeszów, Katowice, Poznan e Bydgoszcz, in Polonia; mentre più recentemente ha aperto le divisioni di Bucarest, Romania; con nuovi uffici anche in Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti. È conosciuta principalmente proprio per la serie Sniper Ghost Warrior, ma ha prodotto complessivamente oltre 50 videogiochi, tra cui le serie Art of Murder, Chronicles of Mistery, Code of Honor, Combat Wings, Terrorist Takedown.

In Sniper Ghost Warrior 2 si seguirà una storia raccontata in diverse epoche storiche. Non ci sono ancora dettagli precisi, ma sembra che il flusso delle vicende si sposti dal passato al presente. Ci saranno accadimenti contestualizzati nella guerra nella ex-Jugoslavia, quindi nei primi anni ’90, con altri livelli di gioco invece ambientati nella modernità. Nella sequenza iniziale, ad esempio, si assiste a una scena dalla prospettiva esterna, con riprese cinematografiche, mentre il personaggio interpretato dal giocatore viene brutalmente interrogato dalle milizie serbe.Ci saranno diverse location modellate secondo le caratteristiche delle controparti reali. Il gioco inizierà nella città si Sarajevo, con il giocatore che dovrà infiltrarsi tra le linee militari serbe ma, stando alle promesse degli sviluppatori, ci sarà grande varietà negli scenari. Finora sono stati rivelati i livelli di gioco delle Filippine, che trae enorme vantaggio dalla capacità di CryEngine 3 di gestire grandi spazi aperti con grossa presenza di vegetazione, e il livello montagonoso e ricoperto dalla neve del Tibet.

Ultrabook è un termine ormai entrato nel gergo degli appassionati, che si propone di racchiudere all’interno della propria definizione un nuovo concetto di PC portatile, fortemente voluto da Intel e nel quale sono stati investiti circa 300 milioni di dollari. Già, poiché Ultrabook è a tutti gli effetti un marchio registrato proprio da Intel, la quale permette ai propri partner di utilizzarlo a patto di soddisfare alcune caratteristiche base, divenute nel tempo sempre meno stringenti. Ne parleremo fra poco.Alla base di questa nuova definizione troviamo un motivo molto chiaro e concreto: rilanciare il PC portatile in un mondo che sembra avere interesse solo per tablet PC e smartphone, complici anche PC portatili da troppo tempo immutati, forse troppo simili a quelli di cui già si dispone e dei quali non si sente l’esigenza di una sostituzione.Con Ultrabook Intel vorrebbe far passare un messaggio chiaro alla propria clientela, ovvero quello di trovarsi di fronte ad una unità ricercata nel design, molto sottile, senza per questo rinunciare alle prestazioni e a un peso contenuto, dotata inoltre di una buona autonomia di esercizio. Se qualcosa non vi suona nuovo è tutto normale: da tempo esistono apparecchi di questo tipo, ma sono stati soprattutto destinati alla fascia molto elevata di mercato, oppure incarnati da prodotti come Apple MacBook Air.

  1. http://akkusmarkt.blogs.lalibre.be/
  2. http://oowerusern.top-depart.com/
  3. http://meinonline.at/profile/1018379
  4. https://akkusmarkt.wordpress.com/

Accu ASUS B43JB

Mobile Linux uses the standard Linux kernel and will run on Intel or Transmeta processors. And it may be applied in several areas. There is development work being done, for example, on Linux-based routers and Linux MP3 players, Quinlan said. Bij ExtremeTech is een handleiding verschenen voor liefhebbers van stille pc’s. Zowel voor upgraders als voor diegenen die een volledig nieuwe pc in elkaar willen zetten heeft de site een stapel kleinere en grotere handigheidjes verzameld. Hoewel moderne pc’s volgens de site nog het best als ‘thermal nightmares’ te omschrijven zijn, is het goed mogelijk om forse prestaties te krijgen zonder forse herrie te moeten doorstaan. Uiteraard moet de stilteliefhebber niet het onderste uit de kan willen halen: een moederbord met actieve chipsetkoeling zal vaak grotere overclocks mogelijk maken dan wanneer er alleen een heatsinkje op de northbridge is geplakt. De vaak piepkleine ventilatortjes die daarvoor gebruikt worden, vereisen echter hoge toerentallen om tot acceptabele prestaties te komen, wat doorgaans resulteert in een zeurderig gefluit.

MNPC Tsunami sidepanel met geluiddempende foam Het belangrijkste onderdeel van een stille pc is de kast, beweert de handleiding. Vooral slecht afgewerkte kasten gaan rammelen en resoneren, en de aanschaf van een kwalitatief goede kast is wel het minste – maar liever nog wordt er een speciaal op stilte ontworpen kast gekocht, zoals de Antec Sonata II of de Lian-Li PC6070B. Zalman heeft zelfs een aantal kasten op de markt gebracht die voor volledig passieve koeling zijn ontworpen, maar die zijn niet geschikt voor echte kachels – zoals een overgeklokte Prescott met twee 7800 GTX’en – en bovendien zijn ze enorm aan de prijs. Een beetje Tweaker kan met schuimrubber, een paar 120mm fans en rubberen ringetjes voor alle schroefverbindingen ook hele goede resultaten halen, meestal tegen een fractie van de prijs.

Zalman CNPS-9500 LED Een andere bron van straaljagergeluid is vaak de voeding. Wie meer dan 300W voor alleen processor(s) en grafische kaart(en) nodig heeft, komt al snel uit bij psu’s uit de buitencategorie. Heel belangrijk is het om bij aanschaf van een dergelijke energiecentrale op de efficiëntie te letten: hoe hoger het rendement, des te minder warmte wordt er geproduceerd. Ook de cpu blaast een partijtje mee, en daar is niets aan te doen. Er zijn wel passieve koelers in de handel, maar die vergen dat de airflow in de kast goed verzorgd is – met andere woorden, als er geen ventilator op de cpu-heatsink zit, moet die elders in de kast geplaatst worden. De kans dat zelfs de grootste passieve koelers een dual-core in toom kunnen houden is bovendien niet groot, dus kan er beter gekeken worden naar effectieve actieve koelers, zoals de Zalman CNPS-9500 LED of de Thermalright XP-90C. Opmerkelijk genoeg geeft ExtremeTech geen koopadvies als het om de cpu zelf gaat, terwijl er toch diverse stevige processors voor met name laptops zijn ontwikkeld, die door hun lage stroomopname voor een lage warmteafgifte zorgen.

Ook de ventilatoren krijgen een wat Spartaanse behandeling van de schrijver. Zalman en Nexus zijn wel okee, maar dat kan volgens hem mazzel zijn geweest. Papst, toch geen onbekende als het om geluidsarme fans gaat, wordt zelfs helemaal niet genoemd. Finger guards worden wel behandeld: de roostertjes die in veel kasten zijn aangebracht om fans te beschermen veroorzaken veel turbulentie. Waar mogelijk kunnen die het beste helemaal verwijderd worden, en anders is het aan te bevelen om zo min mogelijk metaal in de luchtstroom te plaatsen. Fabrikanten proberen echter om zowel de fanbeschermers als de fans zelf steeds geluidsarmer te maken, dus het loont om de ontwikkelingen op dat vlak goed in de gaten te houden. Waterkoeling wordt de laatste tijd juist steeds minder aanbevolen, en deze handleiding maakt geen uitzondering: wie niet overklokt kan met luchtkoeling zelfs een stiller systeem bouwen, denkt de auteur, die met een paar links besluit. Een goed stille pc heeft namelijk één ding echt nodig, en dat is veel vooronderzoek.

Op ZDNet is een artikel te vinden over mobiele telefoons die bijna volledig uit gerecycleerd papier bestaan. Deze toestellen komen later dit jaar op de markt en zijn twee keer zo dik als een creditcard. Bij de telefoon zal zo’n 60 minuten belwaarde zitten, die met een creditcard kan worden aangevuld.Door deze ontwikkeling zullen bedrijven, verantwoordelijk voor gewone GSM’s hun prijzen waarschijnlijk drastisch moeten verlagen als deze goedkope toestelletjes aan populariteit winnen. Hieronder een gedeelte uit het artikel:De uitvinder van het papieren gadget is speelgoedontwerper Randi Altschul. Zij leverde het eerste patent voor de telefoon in november 1999. Naar eigen zeggen kwam ze op het idee nadat een telefoongesprek abrupt onderbroken werd en ze de neiging had om het ding uit het raam te gooien. Volgens kenners combineert de uitvinding twee populaire bezigheden van de Amerikaan: bellen en weggooien. Het idee wordt mogelijk door het gebruik van ultradunne geleidende inkt om elektronische circuits letterlijk op papier te printen. “We hebben een telefoon uitgeprint”, grapt Altschul. De wegwerp-gsm’s gaan ongeveer 10 Amerikaanse dollar kosten (10,6 euro). Behalve in winkels zul je ze kunnen kopen in automaten op straat. Waarschijnlijk krijg je een paar euro aan statiegeld terug als je het toestel na gebruik inlevert in de winkel. Dat zou het recyclen moeten aanmoedigen. De gsm’s zouden al in het laatste kwartaal van dit jaar hier op de markt kunnen komen. Altschul meldt alvast wat haar volgende plannen zijn: wegwerp-laptops. Op WinHEC hebben Microsoft en HP samen hun visie op de nieuwe media pc gegeven. De gedemonstreerde systemen krijgen, consequent met de al eerder gepresenteerde Athens, ook namen uit de Griekse oudheid toebedeeld. Troy moet de business en office-pc worden, terwijl Hermes -boodschapper van de goden- het mobiele marktsegment mag gaan vertegenwoordigen. Daarnaast werd ook reeds verwezen naar een Windows Home-concept, dat later uitgebreider gepresenteerd zal worden. Hiervoor zullen touchscreen-mogelijkheden aan de Tablet PC toegevoegd worden, terwijl HP USB-keys voor draadloze netwerken zou gaan produceren.

Vorig jaar reeds besliste HP te peilen naar het succes van z’n nieuwe concept designs door Athens tentoon te stellen. Naar aanleiding van deze beslissing werd ook geluisterd naar opmerkingen van toekomstige klanten om het ontwerp af te stellen op de wensen van de gebruiker. In het Athens-concept waren heel wat functies toegankelijk via het toetsenbord. Gebruikers wensten echter hun eigen favoriete toetsenbord te blijven gebruiken, waardoor in de nieuwe Troy-pc features als media-controls verplaatst werden naar de console. Deze console is een eenheid die onder het LCD-scherm geplaatst wordt. Naast waarschuwingsleds voor nieuwe e-mail, bedieningsknoppen voor de mediaspelers en dergelijke features bevat de console ook een docking station voor de PDA. Zo kan de PDA, wanneer deze in dit station geplaatst wordt, gebruikt worden om extra informatie op weer te geven. Al deze mogelijkheden moeten van Troy de ideale pc maken die inzetbaar is in elk bedrijf of kantoor.

Hermes concept pcEen belangrijk marktsegment waar steeds meer naartoe gepusht wordt door allerlei fabrikanten is de mobiele sector. Geheel in stijl moet Hermes hier de draadloze boodschapper worden en verschillende technologieën samenbrengen. Een concreet voorbeeld is de microfoon die tegenwoordig in veel laptop’s ingebouwd zit. Zou het niet veel handiger zijn als men gewoon zijn Bluetooth-headset kon gebruiken die ook met de mobiele telefoon werkt? Verder biedt Hermes ook mogelijkheden voor vergaderingen, en bevat hij bovenaan, in dichtgevouwen toestand, een klein draadloos schermpje. Het scherm kan overigens losgemaakt worden van de computer en heeft daarvoor ook beschikking over z’n eigen stroomvoorziening. De ideale pc voor vertegenwoordigers en verkopers onderweg dus.

Om het Windows Home-concept te begrijpen moeten we volgens HP eventjes enkele jaren vooruit in de tijd. De technologieën om het concept te bereiken zullen geleidelijk aan beschikbaar worden zodat binnen een tweetal jaar het doel bereikt is. Het startschot werd gegeven met de lancering van Microsoft Windows Media Center. Het hele Windows Home-concept combineert de mogelijkheden van deze Windowsversie met de capaciteiten van een Troy-pc, om zo tot een unieke bundeling van alle audio en video in huis te komen. Zo zou het mogelijk zijn een vingerafdruk te scannen, niet uit veiligheidsoverwegingen, maar zodat automatisch een persoonlijk profiel geladen wordt. Een Do-Not-Disturbknop zorgt ervoor dat de telefoon stil blijft terwijl je je favoriete film bekijkt. Desgewenst wordt bij een telefoon-oproep de naam van de beller weergegeven in een hoek van het scherm. Een complete pc-oplossing voor het hele huis is dus misschien de beste omschrijving die voorlopig aan het Home-concept gegeven kan worden.

Natuurlijk moet al dit moois ook met elkaar verbonden worden, en dat is waar de HP Smart Network Key zijn intrede doet. Door middel van een gemeenschappelijke USB-geheugenstick wordt de informatie voor het draadloze netwerk aan elk device, je kunt bezwaarlijk nog spreken over pc als we het over telefoons en tv’s hebben, doorgegeven. Alhoewel het mogelijk zou zijn om de configuratie draadloos vanaf de host te laten gebeuren is dit niet zo’n goed idee om beveiligingstechnische redenen. Met behulp van een eenvoudige wizard wordt de basisinformatie om verbinding te maken met het netwerk ingesteld waarna de key gebruikt kan worden om alles door te geven. Dit mag dan wel onveilig lijken, volgens HP is het zo dat je, als iemand in je huis inbreekt om de informatie op die sleutel te stelen, sowieso al een groter probleem hebt.

Celcho van Apu’s Hardware heeft een review geschreven van de 1GB Micro drive van IBM. Deze 1GB versie is vooraf gegaan door de 170, 340 en 512MB Micro drives. Dit 1GB modelletje kost zo’n $500. De prestaties zijn nog redelijk voor het formaat: 12ms average seek time, 3600rpm en een transfer rate van 2,6 tot 4,2MB per seconde.The is unit is very tiny – the platter is the size of a measly quarter. It connects to a host through a type II CompactFlash slot and can interface with most anything with this slot since it acts just like flash memory to it’s host. There are also PC card adapters so you can use a microdrive with your laptop. Since it uses CompactFlash, a CompactFlash reader for digital cameras will read a Micro Drive. A digital camera that supports these hard drives would benefit greatly from the near unlimited capacity of the card. Some packages from IBM include a PC Card adapter and/or CF (CompactFlash) readers.

  1. http://delicado.gratisblog.biz/
  2. http://blogs.montevideo.com.uy/akkusmarkt
  3. http://26795920.blog.hexun.com/
  4. http://akkusmarkt.kinja.com/

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HTC will das Evo 3D nach Europa bringen. Bisher wurde das Android-Smartphone mit 3D-Touchscreen und 1,2-GHz-Prozessor nur für den US-Markt angekündigt. Per Twitter hat HTC mitgeteilt, dass das Evo 3D auch in Frankreich angeboten werden soll. Noch ist aber nicht bekannt, wann es nach Europa kommt. Im Sommer 2011 soll es in den USA auf den Markt kommen. Ob das Android-Smartphone auch nach Deutschland kommt, hat HTC noch nicht verraten. HTC will Golem.de sofort informieren, sobald ein deutscher Marktstart für das Evo 3D geplant ist. Der 4,3 Zoll große Touchscreen im Evo 3D liefert eine Auflösung von 540 x 960 Pixeln. Auf dem Display lassen sich 3D-Inhalte wiedergeben, ohne dass eine entsprechende 3D-Brille benötigt werde. Mit den zwei 5-Megapixel-Kameras auf der Gehäuserückseite lassen sich 3D-Videos aufnehmen. Auf der Gerätevorderseite befindet sich eine 1,3-Megapixel-Kamera für Videotelefonate.

Der Dual-Core-Prozessor vom Typ Snapdragon arbeitet mit einer Taktrate von 1,2 GHz. Der interne Speicher fasst 4 GByte, der Arbeitsspeicher ist 1 GByte groß. Der Speicherkartensteckplatz unterstützt Micro-SD-Karten mit bis zu 32 GByte. Das Mobiltelefon kommt mit dem aktuellen Android 2.3 alias Gingerbread auf den Markt. Zudem ist die aktuelle Version von HTC Sense auf dem Gerät vorhanden.Die Europaversion des Evo 3D unterstützt mindestens WLAN nach 802.11b/g/n sowie Bluetooth 3.0. Welche weitere Mobilfunktechnik enthalten sein wird, ist noch nicht bekannt. Zudem sind ein GPS-Empfänger, ein HDMI-Ausgang sowie eine 3,5-mm-Klinkenbuchse vorhanden und DLNA wird unterstützt. Bei einem Gewicht von 170 Gramm misst das Smartphone 126 x 65 x 12,05 mm. Das Mobiltelefon hat einen Lithium-Ionen-Akku mit 1.730 mAh.

Schweizer Wissenschaftler haben Flugrobotern das Ballspielen beigebracht. Die Quadrocopter spielen einen ihnen zugeworfenen Ball zurück. Der Ball kann von einem Menschen zugeworfen werden. Die Roboter spielen aber auch zu zweit oder dribbeln den Ball allein. Türme bauen können sie schon, die Quadrocopter des Unternehmens Ascending Technologies aus Krailling bei München. Wissenschaftler der Eidgenössischen Technischen Hochschule in Zürich (ETH) haben den Flugrobotern (Unmanned Aerial Vehicle, UAV) jetzt auch das Ballspielen beigebracht. Die Quadrocopter basieren auf den Humming Birds von Ascending Technologies. Ein Quadrocopter besteht aus einem kreuzförmigen Rahmen und wird von vier Rotoren angetrieben. Ein solches UAV fliegt bis zu 50 km/h schnell und kann rund 20 Minuten in der Luft bleiben. Zur Datenverarbeitung steht ein ARM7-Prozessor zur Verfügung. Die ETH-Forscher haben die UAVs nach eigenen Angaben jedoch stark modifiziert. Unter anderem haben sie sie mit einer selbstentwickelten Steuerelektronik ausgestattet, die den UAVs mehr Agilität verleiht.

Damit das UAV spielen kann, haben die Forscher es mit einer Art Schlagfläche ausgerüstet, die über dem Kreuzungspunkt der beiden Arme angebracht ist. Wird dem Quadrocopter ein Ball zugeworfen, fliegt er hin und spielt ihn zum Werfer zurück. Das Spiel funktioniert auch mit zwei Quadrocoptern: Ein Mensch wirft einem der beiden einen Ball zu und die beiden Roboter werfen ihn sich gegenseitig zu. Ein Quadrocopter kann auch einen Ball allein dribbeln – praktisch, wenn er mal keinen Artgenossen oder Menschen zum Spielen hat.Das Robotertennis findet in der Flying Machine Arena der ETH statt. Das ist ein 10 x 10 m großer und 10 m hoher Raum, der an drei Seiten mit Netzen und an einer Seite durch eine Glaswand begrenzt wird. So können die Quadrocopter darin nach Belieben fliegen, ohne Menschen zu gefährden. Der Fußboden ist zudem mit Schaumplatten ausgelegt, so dass ein UAV auch bei einem Absturz nicht zu Bruch geht.Unter der Decke sind acht Kameras angebracht, die 200 Bilder pro Sekunde und mehr liefern. Damit lassen sich die Roboter millimetergenau in der Flugarena orten. Auf dem Boden befinden sich Ladestationen. Die fliegen die UAVs selbstständig an, wenn ihr Akku leer ist.

Am Grasp Lab der Universität von Pennsylvania in Philadelphia hatten Wissenschaftler den Flugrobotern beigebracht, Gerüste aus Fertigteilen zu bauen. Die Fertigteile waren mit magnetischen Steckverbindungen ausgestattet. Die Forscher hatten die Bauteile so ausgelegt, wie sie verbaut werden mussten – senkrecht oder waagerecht. Ein Quadrocopter schnappte sich die Teile nacheinander und setzte sie zu einem Gerüst zusammen. Dabei wurden die Flugroboter nicht ferngesteuert, sondern agierten autonom.Volvo hat sein neues Elektroauto C30 Electric in Nordschweden bei sehr niedrigen Temperaturen getestet. Fazit: Das Innere des Fahrzeugs konnte erwärmt werden und die Fahrleistung war gut. Nur auf die Reichweite wirkte sich die Kälte aus. Volvo hat das Modell C30 Electric unter harten winterlichen Bedingungen getestet. Auf seinem Testgelände in Kiruna im Norden des Landes wollte der schwedische Autohersteller herausfinden, ob das Elektroauto auch bei 20 Grad unter dem Gefrierpunkt zuverlässig ist. Ein Hersteller müsse sicherstellen, dass ein Elektroauto wie der C30 Electric nicht nur unter normalen Bedingungen funktioniere, sondern auch dann, wenn es besonders heiß oder besonders kalt sei, erläuterte Lennart Stegland, der die Spezialfahrzeugsparte bei Volvo leitet. Nordschweden eigne sich ganz besonders für Wintertests. Volvo hat den C30 Electric insgesamt 200 verschiedenen Tests unterzogen, von denen einige eigens für Elektroautos entwickelt worden waren.

Die Kälte machte allerdings dem Akku zu schaffen: Bei minus 10 Grad kam das Auto mit einer Akkuladung rund 90 Kilometer weit. Das ist gut ein Drittel weniger als unter normalen Bedingungen. Da liegt die Reichweite bei etwa 150 Kilometern.Da ein Elektromotor anders als ein Verbrennungsmotor nur wenig Abwärme produziert, stellt die Heizung für ein Elektroauto eine Schwierigkeit dar. Wird die Heizung mit dem Strom aus dem Akku gespeist, verkürzt das die Reichweite des Autos. Der C30 Electric verfügt über drei verschiedene Systeme zur Klimaregelung. Eines regelt das Klima im Fahrgastraum, ein anderes kühlt oder heizt den Akku nach Bedarf und ein weiteres System kümmert sich um den Motor und die Elektronik.Für die Klimaregelung im Fahrgastraum hat Volvo einen besonderen Weg eingeschlagen: Im Winter sorgt eine Heizung, die mit Bio-Ethanol gespeist wird, für wohlige Temperaturen. Sie heizt nach Angaben des Unternehmens den Fahrgastraum innerhalb von rund drei Minuten, auch wenn das Thermometer eine Außentemperatur von minus 25 Grad anzeigt. Der Tank für die Heizung hat ein Fassungsvermögen von 14,5 Litern.

Die Heizung kann auch über den Akku betrieben werden. In diesem Fall erwärmt ein Tauchsieder das Kühlmittel. Die Ethanol-Heizung sei vor allem für Langstreckenfahrten gedacht, wenn die Akkukapazität für diese Reichweite zur Verfügung stehen soll, sagte Stegland.Droidcon 2011 Motorola hat das Android-Smartphone Atrix mit Laptop Dock auf der Droidcon 2011 in Berlin gezeigt. Mit dem Laptop Dock verwandelt sich das Smartphone zu einem Netbook mit Webbrowser – allerdings zu einem stolzen Preis. Im Zusammenspiel mit dem Laptop Dock bietet das Atrix von Motorola Möglichkeiten, die derzeit kein anderes Mobiltelefon am Markt hat. Das Atrix wird mit dem Laptop Dock per USB- und HDMI-Anschluss verbunden. Wird das Android-Smartphone in das Laptop Dock gesteckt, startet die Webtop-Umgebung mit dem Firefox-Browser in der Desktopausführung in der Version 3.6. Dann kann der Nutzer auf dem 11,6 Zoll großen Display des Laptop Dock im Internet surfen. Der Laptop besitzt eine Tastatur mit QWERTZ-Layout, ein Trackpad und einen Akku, mit dem eine Laufzeit von bis zu 8 Stunden erreicht werden soll. Der Akku im Laptop Dock kann dazu genutzt werden, den Akku im Atrix-Mobiltelefon zu laden. Das Laptop Dock wiegt 1,1 kg und kostet 400 Euro. Damit ist es deutlich teurer als ein aktuelles Netbook, was viele Kunden vom Kauf des teuren Zubehörs abhalten dürfte.

Denn auf dem Laptop Dock läuft nur Firefox 3.6 im Zusammenspiel mit Web-Apps. Weitere Anwendungen stehen nicht zur Verfügung. Auf einem Netbook lassen sich hingegen beliebige Anwendungen abhängig vom Betriebssystem nutzen. Ein Vorzug der Atric-Laptop-Dock-Kombination ist, dass alle Daten des Mobiltelefons zur Verfügung stehen. Vom Laptop Dock aus können auch alle Android-Anwendungen verwendet werden. Allerdings ist dies nur mit Komforteinbußen möglich, weil das Display im Laptop Dock nicht berührungsempfindlich ist.Dünner, leichter und sehr viel schneller: So lässt sich das iPad 2 beschreiben. Ein paar Designentscheidungen lassen es etwas zerbrechlicher wirken als den Vorgänger und Full-HD funktioniert nur mit Einschränkungen. Pfiffige Neuerungen gibt’s dafür außerhalb des iPads. Das Smartcover gefällt, auch wenn es seinen eigentlichen Zweck nicht ganz erfüllt. Das iPad 2 ist die zweite iOS-Tablet-Generation von Apple. Die Designer aus Cupertino bleiben beim Bewährten und ändern zumindest am grundlegenden Design nichts. Es bleibt ein 10-Zoll-Tablet mit einer Auflösung von 1.024 x 768 Pixeln, das ein IPS-Panel benutzt und damit recht unabhängig vom Blickwinkel des Nutzers ist. Es ist vor allem Modellpflege. Wo Apple konnte, wurde Gewicht gespart und das Volumen reduziert. Sogar der Gewichtsunterschied zwischen dem 3G-Modell mit GSM-Modem und dem reinen WLAN-Modell wurde auf wenige Gramm reduziert.

Das Innenleben wurde ausgetauscht. Statt eines A4 wird jetzt ein Dual-Core-A5-Prozessor (1 GHz) eingesetzt, der mehr RAM zur Verfügung hat und einen beschleunigten Grafikkern besitzt. Trotzdem will Apple mit dem iPad 2 eine vergleichbare Akkulaufzeit von 10 Stunden bieten. Eine Marke, die nur wenige Tablethersteller erreichen.Bei der Speicherausstattung hat sich nichts geändert. Das Maximum bleibt weiterhin bei 64 GByte und das Minimum bei 16 GByte. Erweitert werden kann der Speicher nicht. Wenn das iPad voll ist, muss aussortiert werden. Dank iOS 4.3 muss immerhin nicht mehr alles synchronisiert werden. Wen die Neuerungen von iOS 4.3 interessieren: Wir haben das Betriebssystemupdate bereits vor zwei Wochen auf vier Seiten getestet. Die Neuerungen gelten natürlich auch für unser Testmuster, ein iPad 2 3G mit 64 GByte Speicherkapazität. Einziger Unterschied: Wir setzen für die Benchmarks iOS 4.3.1 ein, das ein paar Fehlerbehebungen enthält. Für das Video wurde noch iOS 4.3 benutzt.

  1. http://oowerusern.blogas.lt/
  2. http://www.blogstuff.co.uk/folgenden/
  3. http://www.birdwatch.co.uk/blogs/blogShow.asp?blog=566
  4. http://www.nichtraucher-blogs.de/blogs/akkusmarkt/

Batteria per PC portatile Asus K43U

In questo 2012 il produttore cinese ha messo in mostra cose molto interessanti, sebbene sia mancata un po’ di rapidità nel passare dagli annunci ai fatti. Questo è uno degli ambiti su cui lavorerà Huawei per il 2013: nell’anno in corso il produttore cinese ha puntato più a piantare importanti bandierine, mostrando al pubblico alcune primizie, per il prossimo anno sarà più probabile vedere tempi di arrivo sul mercato dal momento dell’annuncio decisamente più ristretti.Honour, presentato al CES di Las Vegas, è arrivato da poco sul mercato, Ascend P1 è ancora fermo ai blocchi di partenza, mentre per l’interessante quad-core sarà necessario attendere la fine dell’anno. I prodotti presentati hanno caratteristiche molto interessanti, abbiamo passato un po’ di tempo con Huawei Honour per metterlo alla prova e vedere quanta sostanza si nasconda dietro la scheda tecnica.Gli Ultrabook, entrati sulle prime con una certa timidezza nelle case dei consumatori (complici i prezzi non proprio contenuti dei primi modelli), possono essere considerati come un punto di svolta nel mondo dei PC portatili, sebbene con tempi e modalità diverse dalle ottimistiche previsioni di Intel, azienda a capo del progetto.

L’attuale seconda generazione Ultrabook, basata su piattaforme Core di terza generazione, hanno portato le prestazioni a livelli più elevati, offrendosi al pubblico a prezzi più appetibili rispetto a quanto visto sul finire dell’anno passato. L’adozione di soluzioni ibride in termini di storage (non più solo SSD, ma anche HDD + SSD di piccolo taglio), così come componentistica non per forza raffinata come l’alluminio per lo chassis, hanno permesso di rendere più abbordabili i prezzi, con un immediato incremento delle vendite.L’approccio iniziale, infatti, ha scommesso forse un po’ troppo su modelli di punta. Il desiderio di stupire, realizzando PC portatili molto sottili con SSD e design ricercato, ha sicuramente fatto centro sul pubblico, che però non è certo corso in massa ad acquistare un Ultrabook. Le intenzioni di Intel sono chiare: porre nuovi parametri nel concetto di PC portatile mainstream, ma per fare breccia in questa fascia di mercato non c’è alternativa al mantenere i prezzi bassi e non certo nell’ordine degli 800-1000 Dollari USA della prima generazione.

Con quella cifra si potevano comprare due notebook di fascia bassa. Certo, questi modelli discount sono lontani dalle prestazioni degli Ultrabook, con design vecchi di anni, ma la fascia mainstream non la si conquista certo con cifre così elevate. La prima generazione può essere considerata una prova di stile e un “sondaggio”, al fine di valutare sulle prime la risposta del pubblico. Ottima, nei commenti e nell’apprezzamento, ma a casa la gente portava altro. I numeri sono stati fatti, certo, ma ben lontani da quelli delle previsioni.Il seme Ultrabook però è stato piantato, e i frutti hanno iniziato ad arrivare con la seconda generazione, in attesa della maturità costituita dalla terza.Il panorama relativamente statico delle tecnologie di storage ha visto una piccola rivoluzione con la comparsa delle prime unità a stato solido, o SSD (Solid State Drive), anche sul mercato consumer. L’ingresso sul mercato è avvenuto timidamente, inizialmente con soluzioni dalla capienza piuttosto ridotta ma che facevano della velocità delle operazioni e dell’affidabilità (data l’assenza di parti in movimento) i propri punti di forza.

E proprio sul tema delle prestazioni si è verificato, poco dopo il debutto degli SSD, un piccolo incidente di percorso: le prestazioni di questi dispositivi andavano a degradare man mano che le unità venivano utilizzate nell’ordinario. In particolare la cancellazione e la scrittura di informazioni su disco andava a causare il problema, per via di una serie di meccanismi di funzionamento propri degli SSD, a cui i sistemi operativi “non erano abituati” dopo anni di utilizzo di unità di storage magnetiche-meccaniche.Ricordiamo infatti che un’operazione di cancellazione su un disco (generico, sia esso un SSD o una tradizionale unità magnetica-meccanica) si limita semplicemente a contrassegnare il settore come “non in uso” nel filesystem. Ciò significa che nel momento in cui è necessario scrivere dati su uno di questi settori, l’unità andrà a compiere un’operazione di sovrascrittura.

Se per quanto concerne gli hard disk tradizionali non vi è, di fatto, alcuna differenza tra un’operazione di scrittura ed una di sovrascrittura, molto differente è il caso delle unità a stato solido dove l’operazione di riscrittura comporta una più intensa attività a basso livello aumentando il carico di lavoro del controller e, in ultima istanza, andando a compromettere le prestazioni. I dati negli SSD sono stoccati nelle celle della memoria flash, che sono raggruppate in pagine da 4kB ciascuna. Le pagine sono a loro volta raggruppate, in numero di 128, in blocchi per un totale di 512kB. I dati possono essere scritti direttamente nella cella di memoria solamente quando essa è vuota. Se la memoria invece contiene dati (o il controller considera che essa contenga dati), il contenuto deve essere cancellato prima che un’operazione di scrittura possa essere eseguita in maniera affidabile. Negli SSD, sebbene un’operazione di scrittura possa essere compuita a livello di pagina, così non è per le operazioni di cancellazione che possono essere effettuate solamente a livello di blocchi.

Nel momento in cui è necessario effettuare un’operazione di riscrittura, l’SSD ed il suo controller si occuperanno di copiare il contenuto di un blocco nella cache, modificare nella cache le pagine necessarie, eliminare il contenuto del blocco e quindi trasferire l’intero blocco, con i contenuti di pagina aggiornati, dalla cache alle celle di memoria. Da ciò si evince che le operazioni di scrittura possono essere condotte sulle unità SSD in maniera estremamente rapida solamente quando le celle di memoria sono vuote, ma esse rallentano considerevolmente nel momento in cui vi sono pagine che devono essere sovrascritte. Ciò avviene perché l’unità di storage non è in grado di conoscere quali siano i blocchi effettivamente disponibili dal momento che non è in grado di conoscere il contenuto del filesystem.Il comando TRIM fa sì che il sistema operativo possa comunicare all’unità SSD quali pagine sono effettivamente disponibili per via dell’operazione di cancellazione da parte del sistema operativo. Durante un’operazione di cancellazione, il sistema operativo non solo contrassegna il settore come disponibile per nuovi dati, ma invia un comando TRIM all’SSD in maniera tale che esso possa conoscere quali siano i settori effettivamente disponibili e per i quali non è necessaria una rilocazione dei dati. Questo porta a ridurre il numero di cicli di scrittura, incrementando le prestazioni e la durata nel tempo dell’unità (ricordiamo infatti che le celle di memoria hanno una vita finita, determinata dal numero di cicli di scrittura).

Il comando TRIM funziona solamente se è supportato dal controller dell’SSD (ma praticamente ormai tutti i produttori realizzano SSD con supporto a TRIM o hanno aggiornato i firmware di prodotti precedenti) e se è supportato dal sistema operativo. Dopo la diffusione delle unità di storage a stato solido sul mercato, e le prime prese d’atto del progressivo decadimento prestazionale con il normale uso dell’unità, tutti i principali sistemi operativi hanno introdotto il supporto al comando TRIM.L’ultimo, in ordine cronologico, è stato Mac OS X Snow Leopard con il rilascio dell’aggiornamento 10.6.8. Supporto a TRIM introdotto però con una pesante limitazione: il comando è automaticamente attivo solamente con le unità SSD marchiate Apple e montate di default al momento della produzione della macchina. Ciò significa che qualora si acquistasse un SSD di terze parti il comando TRIM non verrà attivato automaticamente, ma sarà necessario procedere in maniera manuale andando a modificare alcuni file di sistema tramite Terminale.

Alla metà del mese di Maggio 2012 AMD ha introdotto la propria seconda generazione di piattaforma mobile di fascia medio alta basata su una APU, acronimo di Accelerated Processing Unit. E’ con questa sigla che vengono indicate le architetture di AMD che integrano al proprio interno tradizionale componente CPU affiancata da quella GPU, quest’ultima appartenente alla famiglia Radeon HD. Ci riferiamo quindi delle soluzioni note con il nome in codice di Trinity, presentate prima nelle declinazioni per sistemi notebook e attese nel corso dei prossimi mesi anche nelle versioni per sistemi desktop.Queste nuove APU vanno a prendere il posto dei modelli della famiglia Llano, prima generazione di APU AMD presentata nel corso del mese di Maggio 2011 in versioni sia desktop che mobile. Al momento attuale AMD ha presentato 5 APU della famiglia Trinity, caratterizzate dalle seguenti specifiche:

I 3 modelli con consumo standard, pari a 35 Watt, differiscono per numero di core (4 oppure 2) e per le frequenze di clock, che passano da 1,9 GHz del modello A8-4500M sino ai 2,7 GHz della versione dual core. Al pari di quanto visto con alcuni dei processori per sistemi desktop anche nelle APU Trinity troviamo tecnologia Turbo Core, grazie alla quale la frequenza di clock di GPU e CPU può venir dinamicamente incrementata permettendo di ottenere prestazioni velocistiche più elevate, a condizione che le specifiche di funzionamento per la parte termica e per quella di alimentazione vengano rispettate.Per la componente GPU variano la frequenza di clock massima, ma non quella di default che è sempre di 497 MHz, oltre al numero di stream processors integrati. Nella proposta top di gamma, A10-4600M, sono pari a 384 che dimezzano sino a 192 per la APU A6-4400M. Il controller memoria DDR3 dual channel integrato nella APU serve tanto la componente CPU come quella GPU ed è compatibile non solo con frequenze sino a 1.600 MHz ma anche con moduli a tensione di alimentazione più contenuta rispetto agli 1.5V di default: DDR3L-1600 oppure DDR3U-1333. In questa seconda tabella dettaglia le specifiche delle due APU Trinity destinate ai sistemi a più basso consumo:

Se con le proposte APU della famiglia Llano AMD ha fornito modelli con un valore di TDP minimo contenuto in 35 Watt, uno standard per i notebook mainstream ma troppo elevato volendo adottare queste architetture anche in modelli di più ridotto spessore complessivo, con le APU Trinity il TDP minimo scende sino a 17 Watt con la proposta A6-4455M. Anche in questo caso troviamo controller memoria DDR3 dual channel compatibile con moduli standard a 1.333 MHz, con quelli DDR3-1333 e con quelli DDR3U-1066 così da assicurare il più ridotto consumo complessivo.Pur con sole 5 APU l’offerta di AMD si presenta particolarmente completa, comprendendo versioni con TDP standard di 35 Watt che rappresentano la maggior parte della domanda di mercato affiancate da proposte a consumo più contenuto. Per il modello A6-4455M il target di riferimento, per via del TDP di 17 Watt, è quello delle soluzioni Ultrabook di Intel: AMD e partner propongono sistemi UltraThin in questa categoria di prodotti, non potendo utilizzare il brand Ultrabook che è proprietario di Intel.

  1. http://globaldoctoroptions.com/story/akkusmarkt/
  2. http://akkusmarkt.comunidades.net/
  3. https://akkusmarkt.quora.com/
  4. http://folgenden.jugem.jp/

Laptop Akku Asus K53SV

Die maximale Druckgeschwindigkeit des Officejet 100 gibt HP mit bis zu 22 Seiten pro Minute in Schwarz-Weiß und bis zu 18 Seiten in Farbe an. In diesem Modus geht Geschwindigkeit vor Qualität. Bei voller Auflösung und deckendem Farbauftrag sind es nur noch 5 Monochrom- und 3,5 Seiten im Farbdruck, die das Gerät pro Minute auswirft. Die Papierzufuhr fasst 50 A4-Seiten.Im Lieferumfang befindet sich der “HP 65W Smart AC Adapter”. Damit können der Akku des Druckers und viele HP-Notebooks aufgeladen werden. Im besten Fall muss der Anwender nur noch ein einziges Ladegerät mitnehmen. Der Mobildrucker misst 348 x 175 x 84 mm und wird mit Treibern für Windows (ab XP) sowie Mac OS X, Linux und Windows Mobile 5 und 6 ausgeliefert.Die schwarze Tintenpatrone C8765EE soll 24 Euro kosten, die dreifarbige Patrone C9363EE wird für 38 Euro angeboten. Damit lassen sich 480 Seiten in Schwarz-Weiß und 560 Farbseiten drucken. Der HP Officejet 100 soll ab Anfang Mai 2011 für rund 280 Euro in den Handel kommen.

Streetscooter heißt das Elektroauto, das derzeit unter der Leitung der RWTH in Aachen entwickelt wird. Das Auto ist als Zweitwagen gedacht und soll nur 5.000 Euro kosten. Nicht im Preis mit inbegriffen ist der Akku, den der Käufer leasen soll. Ein erschwingliches Elektroauto zu entwickeln, ist das Ziel eines Projekts an der Rheinisch-Westfälischen Technischen Hochschule (RWTH) in Aachen: Der Streetscooter soll nur 5.000 Euro kosten – allerdings ohne Akku. Der Streetscooter sei als Zweitauto für den Stadtverkehr gedacht, sagt Projektmitarbeiter Martin Hennen im Gespräch mit Golem.de. Entsprechend fährt das Auto auch nicht sehr schnell: Es hat einen 30-kW-Elektromotor, der eine Höchstgeschwindigkeit von 105 km/h ermöglicht. Es wird in verschiedenen Ausführungen angeboten: als zweisitziges Compactfahrzeug und als Kombi, als Viersitzer oder als Cabrio.

Neben der RWTH sind eine Reihe Unternehmen an dem Projekt beteiligt. Dabei haben die Aachener bewusst auf die etablierten Hersteller wie Daimler oder Volkswagen verzichtet. Ziel ist, ein komplettes Auto inklusive der Produktionstechnik zu entwickeln. Das Auto wird dabei nach einem Baukastenprinzip gefertigt. In Kombination mit einem Verzicht auf Komfortelemente wie elektrische Fensterheber soll es möglich sein, ein Auto für einen solchen Preis anzubieten.Nicht im Preis inbegriffen ist der Akku. Den wird der Käufer voraussichtlich leasen. Der Akku ist modular aufgebaut: Ein Akkupack ermöglicht eine Reichweite von 45 Kilometern, bis zu drei passen in das Fahrzeug, so dass der Streetscooter 45, 90 oder 135 Kilometer mit einer Ladung schafft.Das Projekt wurde 2009 ins Leben gerufen. Auf der Hannover Messe stellen die Entwickler ein nicht fahrtüchtiges Modell des Autos vor, das aus Schaumstoff besteht. Den ersten Prototyp wollen sie auf der Internationalen Automobil Ausstellung (IAA) präsentierten, die im September in Frankfurt am Main stattfindet. Im Jahr 2013 soll der Streetscooter in die Kleinserienfertigung gehen. Bis Ende jenes Jahres sollen 2.000 Autos gebaut sein.

Erfolg für AMD: Asus stellt gleich fünf neue Netbooks der Reihe Eee-PC vor, die mit den Zacate-APUs bestückt sind. Die Geräte gibt es mit Single- oder Dual-Core-APU sowie mit 10- oder 12-Zoll-Display. Die fünf neuen Eee-PCs von Asus lassen sich in zwei Kategorien aufteilen. Die Netbooks mit der Modellnummer 1015 besitzen ein mattes Display mit 10 Zoll Diagonale, die Serie 1215B ein spiegelndes 12-Zoll-Display. Die Auflösung liegt jeweils bei 1.024 x 600 oder 1.366 x 768 Pixeln. Das Gewicht: 1.250 oder 1.450 Gramm. Angetrieben werden alle neuen Eees von “accelerated processing units” (APU), wie AMD seine Fusion von CPU und GPU auf einem Die nennt. Zum Einsatz kommt überwiegend die C-Serie, auch unter dem Codenamen Zacate oder der Plattformbezeichnung Brazos bekannt. Der DirectX-11-Grafikkern Radeon HD 6250 ist – anders als Intels Atom-Plattformen ohne Zusatzchips – auch in der Lage, Full-HD-Videos zu decodieren. Daher sind die neuen Asus-Netbooks auch in allen Varianten sowohl mit einem VGA- als auch mit einem HDMI-Ausgang versehen.Das kleinste Modell ist ein Eee-PC 1015B mit dem Single-Core C30 bei 1,2 GHz. Für 259 Euro bringt er nur 1 GByte RAM und eine 250-GByte-Festplatte mit. Auf USB 3.0 muss verzichtet werden, drei USB-Ports in Version 2.0 sind aber vorhanden. Zumindest einen der schnelleren Ports gibt es beim nächstgrößeren Eee-PC 1015B mit dem Dual-Core C50 bei 1,0 GHz und sonst gleicher Ausstattung. Er kostet 299 Euro.

Bei den 12-Zoll-Netbooks sind die Unterschiede etwas größer. Das günstigste Modell der Serie 1215B gibt es für 349 Euro mit dem Dual-Core C50 und 1 GByte RAM sowie einer 250-Gbyte-Festplatte und ohne USB 3.0. Für 399 Euro sind ebenfalls ein C50, aber ein USB-3.0-Port sowie 2 GByte RAM sowie eine 320-GByte-Festplatte geboten.Das größte Modell ist der Eee-PC 1215B mit einem Dual-Core E350, den AMD schon zu den Notebookprozessoren zählt, auch sein Grafikkern ist etwas schneller als bei der C-Serie. Asus spendiert seinem Netbook damit auch 4 GByte RAM und eine 500-GByte-Festplatte und einen USB-3.0-Port, dafür sind dann aber auch 449 Euro gefordert.Die Netzwerkausstattung ist bei allen neuen Eee-PCs identisch. Ethernet gibt es nur bis 100 MBit/s, WLAN immerhin nach 802.11b/g/n, Letzteres vermutlich nur mit maximal 150 MBit/s. Bluetooth 3.0 HS ist ebenfalls in allen Modellen vorhanden. Die 10-Zoll-Geräte sind mit Windows 7 Starter, die 12-Zöller mit Home Premium versehen.

Zur Akkulaufzeit macht Asus keine Angaben. Da aber in den technischen Daten bei allen Netbooks der Akku als 6-Zellen-Modell mit 5.200 Milliamperestunden beschrieben wird – die Angabe in Wattstunden fehlt -, dürften vor allem die 12-Zöller kürzer laufen. Das gilt auch für alle 10-Zöller mit Dual-Core, AMD gibt für die Zacates, unabhängig vom Takt, TDPs von 9 oder 18 Watt je nach Zahl der Kerne an.Alle neuen Eee-PCs werden Asus zufolge bereits ausgeliefert, sie sind in zahlreichen Farben verfügbar. Aufgrund der unterschiedlichen Ausstattungen gilt es bei vermeintlichen Sonderangeboten, wie sie vor allem große Elektronikketten für die Eee-PCs häufig machen, genau auf die technischen Daten zu achten.Nikon hat mit der D5100 eine neue Einsteiger-Spiegelreflexkamera vorgestellt. Sie nimmt Fotos mit 16,2 Megapixeln auf, filmt in Full-HD und kann mit einem schwenk- und drehbaren Display flexibel eingesetzt werden. Die D5100 wird oberhalb von Nikons günstigstem Modell D3100 positioniert, das auf 14,2 Megapixel kommt. Der Käufer erhält mit der D5100 eine Spiegelreflexkamera mit CMOS-Sensor (16,2 Megapixel), die über ein 3 Zoll (7,62 mm) großes Schwenkdisplay verfügt. Sie kann Videos mit 1.080p in Full-HD (H.264/MPEG-4) aufzeichnen und währenddessen die Schärfe über den Autofokus nachstellen. Der CMOS-Sensor arbeitet in einem Empfindlichkeitsbereich von ISO 100 bis ISO 25.600.

Die D5100 löst Nikons D5000 ab. Die alte Kamera erreichte 12,3 Megapixel und filmte mit 720p. Das Display der neuen D5100 erreicht eine Auflösung von 921.000 Bildpunkten – beim Vorgängermodell waren es nur 230.000 Bildpunkte. Für unbemerkte Schnappschüsse, Makroaufnahmen in Bodenhöhe oder Über-Kopf-Fotos ist das Display schwenkbar und lässt sich drehen.Der Live-View-Modus, bei dem das Sucherbild auf dem Display erscheint, wird mit Hilfe eines Hebels aktiviert. Eine Motivprogrammautomatik stellt Aufnahmeparameter wie Blende und Verschlusszeit anhand des erkannten Motives ein. Diese Funktion war bislang Kompaktkameras vorbehalten und richtet sich vor allem an Einsteiger. Die im DSLR-Bereich üblichen Funktionen wie Programmautomatik, Zeit- und Blendenvorwahl sowie ein rein manueller Modus sind ebenfalls vorhanden. Der Autofokus arbeitet mit elf Messfeldern. Er kann auf Wunsch auch sich bewegende Motive nachverfolgen und auf sie scharfstellen. Serienaufnahmen können mit einer Frequenz von vier Bildern pro Sekunde aufgenommen werden.

Mit den Bildbearbeitungsfunktionen der Kamera können zahlreiche Effekte auf die Fotos und Filme angewendet werden. Sie erlauben die Manipulation von Farben, die Umwandlung in Schwarz-Weiß und einen Pseudo-Makro-Effekt, bei dem Fotos oder Filme künstlich mit einer schmalen Schärfeebene behandelt werden. Dazu kommt eine HDR-Funktion (High Dynamic Range), mit der zwei Bilder mit variierender Belichtung aufgenommen und in der Kamera zu einem einzelnen Bild verrechnet werden. So soll künstlich ein größerer Dynamikumfang abgedeckt werden, als das bei einer Einzelaufnahme möglich ist.Zwischen Fotografieren und Filmen wird mit einer separaten Taste umgestellt, so dass sich der Anwender nicht durch Bildschirmmenüs kämpfen muss. Beim Filmen wird der Autofokus weiter genutzt. Die Filme und Fotos können über den HDMI-Anschluss der Kamera am Fernseher oder über den Projektor angesehen werden.

Die D5100 von Nikon misst 97 x 128 x 79 mm und wiegt mit Akku und Speicherkarte 560 Gramm. Die Spiegelreflexkamera soll zu Ostern 2011 im Handel erhältlich sein und als Gehäuse rund 700 Euro kosten. Zusammen mit dem Objektiv “AF-S DX Nikkor 18-55mm/3,5-5,6G VR” liegt der Preis bei 810 Euro. Als Zubehör hat Nikon ein Stereomikrofon zum Aufstecken vorgestellt, das 150 Euro kosten wird. In der Kamera selbst steckt lediglich ein Monomikrofon.Für Videos und Fotos in 3D hat Gopro ein neues Gehäuse für seine Helmkamera vorgestellt. In das 3D-Hero-System passen gleich zwei der würfelförmigen Gopro-HD-Heros, die Videos in 1080p aufzeichnen. Mit dem Doppelkamerasystem 3D Hero können stereoskopische Aufnahmen angefertigt werden. Im Inneren des Gehäuses werden dazu zwei der widerstandsfähigen Helmkameras untergebracht.Ein Synchronisationskabel am Erweiterungsanschluss der Kameras sorgt für den gleichzeitigen Aufnahmestart. Die Videos beider Kameras müssen am PC allerdings noch vereint werden. Sie liegen jeweils separat auf den Speicherkarten der Kameras. Das 3D-Hero-System kostet rund 100 US-Dollar.

  1. http://akkusmarkt.sosblogs.com/
  2. http://akkusmarkt.mee.nu/
  3. http://akkusmarkt.blogolink.com/
  4. http://gegensatz.mixxt.at/networks/blog/posts.auch.werden

Accu Asus N61jq

Baksteen De tweede manier is het verzenden van goedkope rommel in plaats van een dure videocamera of laptop. ‘Daar kan aangifte van gedaan worden, want dan is er sprake van oplichting’, zegt Roelofsen. ‘Als er niets wordt verstuurd neemt de politie zonder schrifelijke koopovereenkomst meestal niet eens een verklaring op, maar als er rotzooi in het pakket wordt aangetroffen, kunnen ze actie ondernemen.’ Daarnaast wordt bij een klacht een juridische specialist van PayDutch op de zaak gezet, die een bindend advies uitbrengt: ‘Als de koper kan aantonen dat hij is opgelicht, is hij geen cent kwijt.’Juridisch/rechtszaak aankondiging De kracht van het systeem ligt in het ‘heldere kader’, betoogt Roelofsen: ‘De overeenkomst wordt geheel geformaliseerd; deelnemers gaan akkoord met rechten en plichten die de kans op misbruik minimaal maken. PayDutch biedt een veel kleinere kans op disputen dan in goed vertrouwen handelen.’ Wij vinden een telefoonnummer anders heel vertrouwenwekkend, maar ook daar is over nagedacht: ‘Kleinere transacties via PayDutch kosten ter introductie niet meer dan een euro, inclusief de transactiekosten voor iDeal. Om te zorgen dat de uiteindelijke prijs onder de twee euro blijft, willen we niet dat mensen gaan bellen, want dat is te duur. We zijn wel direct bereikbaar, op onze website kan je een chatvenster openen en dan krijg je ook een medewerker te spreken.’

Bij SystemLogic kun je een review vinden van de Sohoware Netblaster II 802.11b, een kit om een draadloos netwerk thuis aan te leggen. Zoals de naam van het ding al doet vermoeden wordt er gebruik gemaakt van de IEEE 802.11b standaard, die met 2,4GHz radiosignalen een datadoorvoer van 11Mbps kan bereiken. In de doos zit een draadloze hub en één PC kaart, ieder met z’n eigen software en handleiding. Hoewel het beestje niet de snelheden van CAT5 kabels kan bereiken is 400 tot 500 kilobyte per seconde geen probleem en zal het voor internet delen en af en toe uitwisselen van bestanden geen enkel probleem zijn. Het enige nadeel is dat je $300 kwijt bent voor de kit, terwijl je met conventionele netwerken een veel betere snelheid/kosten verhouding hebt:

Sohoware Netblaster II 802.11b I love wireless networks, I have one in my house so I can play around on the internet while using the bathroom and taking baths…maybe not such a good idea but if you think about it. Wireless Internet makes everything so much more convenient, especially with this kit. It enabled my once dormant laptop to become useful once again. Although this kit performs very admirably and is a very solid protect. It’s price might be a bit high at around $300. Investment wise, it might be good because it’s the future and it’s really more convenient than stringing Cat-5 all throughout your house. The hub itself is very aesthetically pleasing and solid in construction so it’s durable and sleek and with a range of a little under spec, it’s a good performer. I’d say with all the positives and convenience alone, this product is one of the best I’ve seen since the old offerings from D-Link and it may very well surpass that. Bij C|Net is een artikel verschenen waarin te lezen valt dat de beta-fase van Windows XP SP2 binnenkort van start gaat. De uiteindelijke versie, voor het grote publiek, zal pas half volgend jaar uitkomen, maar Microsoft wil specialisten de kans geven om feedback te geven over de update. Op deze manier hoopt men uiteindelijk een goed werkend en nuttig product te brengen. Naast de specialisten zullen ook gebruikers, die zich geregistreerd hebben als beta-testers, de software gaan proberen waardoor er zeker honderdduizend mensen kritiek kunnen gaan leveren.

WormIn SP2 zal een verbeterde versie van de Windows firewall zitten, software om pop-ups te blokkeren en is de Windows Messenger Service uitgeschakeld uit veiligheidsoverwegingen. De firewall is standaard ingeschakeld en houdt het verkeer op alle poorten in principe tegen. Pas als de gebruiker een bepaalde applicatie de rechten geeft tot communicatie met de buitenwereld wordt een nieuwe regel aangemaakt. Microsoft is ook druk bezig geweest met ontwikkelen van manieren om buffer-overruns in de toekomst te kunnen voorkomen maar geeft wel te kennen dat het onmogelijk is om dit gevaar geheel te neutraliseren. Al met al lijkt de softwaregigant eindelijk het belang van een goede beveiliging in te zien:

Windows XP logo (klein)Microsoft stressed the importance of the additional security features for smaller businesses and consumers. “All computers that are connected to the Internet need protection against network-based attacks like Blaster,” Microsoft said. “This protection is especially important for non-enterprise businesses customers and home customers connected to the Internet via cable modem, DSL or dial-up, as well as mobile laptop users who may not always be protected by a corporate firewall.” Zeker in de nieuwe versie van Windows, Longhorn, zal de nadruk liggen op veiligheid. Microsoft geeft te kennen dat het beveiligen van de code prioriteit nummer één is en dat men met SP2 de goede kant op gaat. Windows Longhorn zal naar verwachting eind 2005 of 2006 te koop zijn, dus tot die tijd moeten de consumenten vertrouwen op de aangescherpte veiligheid in Service Pack 2. Naast kleine updates en aanpassingen bevat het pakket ondersteuning voor de laatste versies van Bluetooth en zal de toegang tot WiFi-hotspots makkelijker zijn. Volgens Matt Pilla, productmanager, is de binnenkort komende beta slechts een voorproefje. Er zullen nog onderdelen verwijderd gaan worden en er zullen nog onderdelen toegevoegd gaan worden, aldus Pilla.AnandTech heeft een review online gezet van de nieuwste laptop van Apple, de MacBook Pro. Hij gaat in het artikel echter niet alleen in op de hardware van Apple, maar besteedt ook aandacht aan de – in zijn ogen – meest interessante nieuwe ontwikkelingen op het gebied van de Intel-Apples, namelijk de multiboot-software Boot Camp en de virtualisatiesoftware van Parallels, Virtual Machine 2.1 beta.

In het eerste deel van het artikel wordt de hardware van de MacBook Pro bekeken en vergeleken met de oudere Powerbook met G4-processor. De conclusie is weinig verrassend: de MacBook Pro presteert beter en gaat zuiniger om met de beschikbaar energie. Wel merkt AnandTech op dat wanneer de computer ‘idle’ is, het energieverbruik van de Powerbook 3 Watt lager is dan het verbruik van de MacBook Pro. Het interessantste deel van het artikel behandelt Apple’s Boot Camp. Boot Camp maakt het mogelijk om een Windows-partitie aan te maken van minimaal 6GB. Anand kiest er voor om een de partitie het FAT-bestandssysteem te laten gebruiken, aangezien het dan ook mogelijk is om de partitie te beschrijven vanuit Mac OS X. Wanneer voor NTFS wordt gekozen, is het alleen mogelijk om de gegevens op de partitie te lezen. De installatie van Windows gaat zoals gebruikelijk. Een van de dingen die opvallen onder Windows is het gebrek aan een rechtermuisknop op de MacBook Pro. Onder Mac OS X wordt ctrl+click gebruikt om de functionaliteit van een rechtermuisknop te realiseren, maar onder Windows werkt dit standaard niet. Ook de fn-toets werkt niet onder Windows, waardoor er geen beschikking is over pageup-, pagedown- en end-toetsen. De geïntegreerde iSight-camera werkt ook niet onder Windows, maar er verschijnt wel een icoontje voor de camera. Wanneer hierop wordt geklikt presenteert Windows echter het beruchte blauwe scherm. Een andere ongemakkelijkheid vindt Anand de gevoeligheid van de touchpad, die onder OS X goed instelbaar is, maar hij onder Windows niet naar zijn wensen kan instellen.

Naast Boot Camp heeft AnandTech ook een blik geworpen op Parallels’ Workstation 2.1 Beta. Dit is een virtualisatiepakket voor Mac OS X wat gebruik maakt van de ingebouwde ondersteuning voor Intels Virtualisation Technology waardoor het gelijktijdig draaien van meerdere besturingssystemen voor minder snelheidsverlies zou moeten zorgen. Workstation 2.1 van Parallels is de eerste virtualisatiesoftware die deze techniek ondersteunt voor Mac OS X. De installatie van Windows XP verliep onder dit pakket vrijwel vlekkeloos, alleen bleek de software niet in staat om direct de Windows-cd in de DVD-drive van de MacBook Pro te kunnen aanspreken, waardoor het noodzakelijk was om een image van de cd op de harddisk te zetten. In tegenstelling tot Windows XP onder Boot Camp werkte zowel de ctrl+click en alle toetsen op het toetsenbord onder Parallells’ software zoals het hoort. Een nadeel heeft de virtualisatiesoftware ook: er zijn geen drivers voor de gpu beschikbaar, waardoor de 2d-graphics in Windows erg traag bleken en de muiscursor ook vertraging vertoonde. Het spelen van spellen op Windows XP in een virtual machine is, in tegenstelling tot Windows XP onder Boot Camp, ook niet aan te raden.

Om uitspraken te doen over de snelheid van de diverse oplossingen heeft Anand een aantal benchmarks uitgevoerd waarbij de prestaties van applicaties werden vergeleken op Windows XP onder Boot Camp, Windows XP in een virtual machine, de applicaties onder Mac OS X en onder Mac OS X via Rosetta. Opmerkelijk genoeg bleek Word in een virtuele machine met Windows XP iets beter te presteren dan onder Windows XP via Boot Camp.Apple heeft vandaag de MacBook Pro-serie voorzien van een hardware-update. De nieuwe Pro’s voldoen met snellere processors, betere graphicshardware en meer intern geheugen aan Intels Santa Rosa-standaard. Aan de prijzen van de Apple-notebooks is niets veranderd.

Apple maakt nu dus wel de overstap naar het Santa Rosa-platform, waar het tijdens de introductie van de hardware-update voor de gewone MacBooks, deze overgang nog niet kon of wilde maken. De goedkoopste MacBook Pro is vanaf heden voorzien van een 2,2GHz Core 2 Duo-processor van Intel; voorheen had het apparaat een 2,16GHz-cpu aan boord. De twee andere notebooks zijn uitgerust met een Core 2 Duo die op 2,4GHz draait; eerder was dit nog een 2,33GHz-variant. Verder zijn de hippe notebooks voortaan uitgerust met een Intel Mobile 965-chipset en minimaal 2GB geheugen, en ook Santa Rosa-features als 802.11n-wifi ontbreken natuurlijk niet. Interessant is de nVidia 8600M GT-kaart, die heel wat betere prestaties levert dan het voor Santa Rosa verplichte GMA X3100-nummertje van Intel. De goedkoopste MacBook Pro moet het met 128MB gddr3-videogeheugen doen, terwijl de twee andere MacBook Pro’s de dubbele hoeveelheid hebben gekregen.

  1. http://akkusmarkt.jimdo.com/
  2. http://blogs.elle.com.hk/akkusmarkt/
  3. http://wwwakkusmarktcom.doodlekit.com/blog
  4. http://akkusmarkt.bravesites.com/

Batterie Asus A32-1015

Côté puissance, le Galaxy S4 devrait bénéficier d’un tout nouveau processeur beaucoup plus performant. Selon les dernières rumeurs, le terminal serait équipé d’un processeur quad-core cadencé à 2 Ghz, ce qui ferait de lui l’un des terminaux les plus puissants du marché.En ce qui concerne le design en revanche, pas question de changer une formule qui a parfaitement fait ses preuves. Samsung aurait choisi d’appliquer à nouveau sa recette minimaliste en optant pour un design très proche de celui du Galaxy S3. A l’image d’Apple, Samsung souhaiterait implanter un design de référence pour toute sa ligne de terminaux Galaxy, qui ne changerait que sensiblement d’une version à l’autre.Enfin, dernier élément et non des moindres, le Galaxy S4 serait également disponible au format Mini. Concrètement, les clients auraient le choix entre une version “complète” du produit, vendue probablement au prix de 700 à 800€, et une version “Mini” aux fonctionnalités revues à la baisse proposée à un prix plancher.Ce n’est un secret pour personne : Google lorgne depuis longtemps sur Windows 8. La popularité du tactile aurait poussé le géant à investir dans ce segment. Selon plusieurs sources, Google s’apprêterait à révéler son premier ordinateur tactile. Info ou intox?

S’ils ne sont pas encore disponibles chez nous, les Chromebooks gagnent en popularité outre-Atlantique. Récemment, Acer révélait que le Chromebook représentait désormais près de 10% de ses ventes d’ordinateurs. Connectés au Web en permanence, les Chromebooks sont en réalité des ordinateurs portables bon marché aux spécificités minimalistes.Depuis quelques heures, un mystérieux spot publicitaire circule sur la toile. Révélé par le développeur français Francois Beaufort, le spot présente un nouveau Chromebook tactile qui présente la caractéristique d’être équipé d’un écran très haute définition (2560×1700). « Tout ce que je sais c’est que le terminal est actuellement testé par Google. »Pour le moment, difficile de dire si le spot publicitaire est bel et bien une fuite ou une jolie mise en scène destinée à assurer la promotion d’un graphiste.Dans un cas comme dans l’autre, le lancement d’un Chromebook tactile ne devrait guère étonner les geeks ni les analystes. La rumeur a déjà été confirmée à plusieurs reprises, et ne laisse finalement planer que peu de doutes sur la stratégie du géant américain.

Reste donc à voir si Google prendra le risque de commercialiser son propre ordinateur tactile ou profitera à nouveau de l’un de ses partenaires, à l’image de ce qu’il avait fait déjà avec la Nexus 7.Autre inconnue : le prix et les fonctionnalités d’un tel terminal. Depuis ses débuts, le Chromebook est parvenu à s’imposer sur le marché grâce à son prix défiant toute concurrence. Simple d’utilisation, offrant une excellente autonomie et vendu à un prix très bas, le Chromebook est considéré comme un ordinateur complémentaire destiné principalement aux professionnels et aux étudiants. Difficile dans de telles conditions d’imaginer Google lancer un terminal haut de gamme, énergivore, à un prix nettement moins compétitif… A moins bien sûr, que le géant américain nous réserve d’autres surprises pour son IPO…Une photo du numéro 1 nord-coréen Kim Jong-Un le montrant en possession d’un smartphone suscitait un débat fiévreux mardi en Asie et plus particulièrement en Corée du Sud, où Samsung s’est empressé de dire qu’il ne s’agissait pas d’un de ses téléphones portables.

Une photo non datée de Kim Jong-Un rendue publique le 27 janvier 2013 (AFP/KCNA VIA KNS).La photo montre Kim, héritier de la dynastie communiste nord-coréenne fondée en 1948, présidant une réunion de hauts conseillers de défense et de sécurité la semaine dernière, vraisemblablement consacrée à la préparation d’un essai nucléaire. Sur la table, à la droite du dirigeant fumant une cigarette, un cendrier et un téléphone multifonctions (smartphone) noir.La presse sud-coréenne spécule sur la marque du téléphone. Pour certains médias il s’agit d’un Samsung, pour d’autres d’un HTC (Taïwan) et pour d’autres de l’iPhone d’Apple — Pyongyang fustige quasi quotidiennement son “ennemi juré” américain. Samsung, numéro un mondial des portables en termes d’unités écoulées, a immédiatement démenti qu’il puisse s’agir d’un Galaxy. “Ce n’est pas un téléphone Samsung“, a déclaré une porte-parole, suggérant un HTC. L’agence du renseignement sud-coréen a également conclu qu’il s’agissait très vraisemblablement d’un HTC.L’industriel taïwanais s’est refusée à confirmer l’information mais a assuré apprécier “le soutien de tous les consommateurs“.

Les Nord-Coréens vivent dans l’un des pays les plus isolés et censurés au monde. Ils n’ont pas accès à l’internet si l’on excepte une infime minorité de quelques centaines de personnes parmi l’élite et les étudiants, mais environ un million d’entre eux sont abonnés à un service de téléphonie mobile. Ils ne peuvent toutefois pas appeler l’étranger.Les portables ont été introduits en 2008 grâce à un partenariat avec le groupe de télécommunications égyptien Orascom et un intranet a été ouvert en 2002.Kim Jong-Un, qui serait âgé de moins de 30 ans, a pris la succession de son père, Kim Jong-Il, à la tête de l’Etat nord-coréen, à la mort de celui-ci en décembre 2011.On se souvient du Nikon COOLPIX S800C, le premier appareil photo compact sous Android. Devancé par son rival, Samsung ne voulait pas manquer le coche. Pour réussir la commercialisation de son premier compact sous Android, le géant coréen a donc décidé de lui offrir une visibilité hors du commun en intégrant son compact à sa gamme de terminaux Galaxy.

Arrivé second sur le marché des appareils photos sous Android, Samsung parvient néanmoins à se distancier du COOLPIX S800C de Nikon en proposant le premier appareil photo connecté, capable d’accueillir, à l’image d’un téléphone portable, une carte SIM.S’il est sans doute un peu en avance sur son temps, le Galaxy Camera n’en demeure pas moins une excellente idée. A l’heure où le partage instantané de l’information prédomine, Samsung propose un appareil photo capable de partager instantanément les photos sur le Web et les réseaux sociaux. Bien sûr, cela implique un plan tarifaire supplémentaire, et on imagine que seuls quelques photographes amateurs seront prêts à contracter un abonnement en Data, souvent fort onéreux, et à ajouter aux frais d’achat déjà relativement élevés de ce Galaxy Camera.

S’il s’agit bien d’un compact, le Galaxy Camera dispose de caractéristiques qui le situent à mi-chemin entre l’appareil photo et le smartphone. Côté performances, le Galaxy Camera assure avec son processeur quad-core cadencé à 1,4 Ghz. Avec une telle puissance, inutile de préciser qu’il pourra faire tourner pratiquement n’importe quelle application du Google Play. A l’image du S800C, le Galaxy Camera fonctionne en effet comme un smartphone Android traditionnel. Avec son écran tactile, il permet de naviguer simplement à travers les menus, de télécharger de nouvelles applications, de jouer à Angry Birds, et même de téléphoner via Skype si le coeur vous en dit!L’écran tactile de 4,8″ situé à l’arrière de l’appareil offre une expérience unique en son genre. En effet, il ne laisse aucune place pour des boutons sur la face arrière de l’appareil. Visuellement, le résultat est éblouissant. A chaque allumage, le Galaxy Camera nous rappelle qu’il dispose d’une identité qui lui est vraiment propre. Un joli visuel de la marque accueille l’utilisateur, avant de le diriger vers le menu Android. Pas question ici de se limiter à la photo, et le message est bien passé. Reste que cette orientation, aussi intéressante soit-elle pour les geeks, loupe quelque peu son coche, le temps d’allumage retardant à chaque fois la prise de vue suivante… Inutile de dire que si vous êtes du genre à “capturer l’instant présent”, vous risquez d’être plutôt déçu!

Si le Galaxy Camera assure côté affichage, design et interface, on reproche à Samsung de ne pas avoir fait de gros efforts côté photographie. Pour une photo standard, c’est tout juste si le Galaxy Camera fait mieux qu’un smartphone haut de gamme. En revanche, aussitôt qu’on passe en mode nocturne, en mode vidéo (Full HD, 30i/s) ou en zoom, le Galaxy Camera affiche des résultats nettement supérieurs à ce qu’on peut obtenir avec un mobile.Difficile de comprendre comment Samsung n’est pas parvenu à un meilleur résultat visuel. Le Galaxy Camera est équipé d’un capteur de 16 mégapixels, d’une stabilisation optique et d’un zoom optique 21x. En théorie, la qualité des clichés devrait écraser celle des compacts à 150€. En pratique, la différence est souvent difficile à voir. Avec le niveau de zoom maximum, le niveau de bruit et le flou de l’image explosent littéralement, pour un résultat qui vous poussera sans doute à vous contenter d’un plan beaucoup plus large. Pour le reste, si l’appareil fonctionne plutôt bien et est très agréable à manipuler, la qualité globale des clichés déçoit. Certes, c’est loin d’être catastrophique, mais pour un appareil photo qui était censé être un nouveau porte-étendard pour la marque, le résultat final est somme toute assez décevant.

Si on laisse de côté l’aspect purement photo, le Galaxy Camera s’en sort en revanche plutôt bien. Offrant une bonne autonomie, une interface soignée, des fonctions avancées et le support de nombreuses applications, il offre une expérience enrichie et s’impose comme un gadget qui fera fureur auprès des blogueurs et des accros aux réseaux sociaux.En revanche, difficile de voir les amoureux de la photographie s’y intéresser.Après Samsung, Lenovo et Acer, c’est désormais au tour d’HP de se lancer dans l’aventure Chromebook avec une déclinaison Chrome de son Pavilion 14, un ordinateur portable vendu à seulement 329,99$.Nous vous parlions le mois dernier de l’ascension fulgurante des Chromebooks, ces ordinateurs bon marché tournant sous l’écosystème de Google qui représentent désormais jusqu’à 10% des ventes de certains fabricants aux Etats-Unis. Pas encore disponibles chez nous, leur commercialisation a débuté dans une poignée de pays européens.Visiblement, HP s’est rendu compte du succès des Chromebooks et a décidé d’investir dans ce segment en commercialisant une déclinaison sous Chrome de son très populaire Pavilion. Prix au rabais oblige (329$), les caractéristiques techniques sont également revues à la baisse. L’appareil ne dispose que de 4 Go de RAM, d’un processeur d’1,1Ghz, et d’un SSD de 16 Go. Autrement dit, n’espérez pas faire autre chose que visionner des photos, regarder des vidéos et travailler avec ce modèle. Ceci étant dit, HP a néanmoins tenu à offrir une connectivité irréprochable à son terminal en intégrant une Webcam, trois ports USB, un port SD, et un port HDMI.

Taille d’écran plus large oblige, l’autonomie du Chromebook d’HP est inférieure à celle des autres Chromebooks. Le Pavilion d’HP devrait tenir à peine quatre petites heures, pour un minimum de six heures chez la concurrence. Un défaut que le Pavilion compense avec une meilleure lisibilité.Quoi qu’il en soit, l’annonce d’un Chromebook chez HP montre le souhait des fabricants d’ordinateurs de continuer à proposer des terminaux bon marché, un segment que Google pourrait bien conquérir aux dépens de Microsoft et de ses licences coûteuses…Apparu en 1992 au Japon, le MiniDisc est rapidement devenu une alternative très sérieuse au CD et à la K7, avant de voir ses ventes décliner au début des années 2000. 21 ans après son introduction, Sony annonce la commercialisation du dernier modèle de lecteur MiniDisc.Programmée depuis des années, la disparition du MiniDisc n’aura fait aucune vague. 21 ans après son lancement, le baladeur qui faisait fureur au Japon s’éteint dans l’anonymat.Considéré pendant des années comme un concurrent du Walkman et du DiscMan, le lecteur de MiniDisc a connu son apogée à la fin des années 90. Plus stable qu’un lecteur de disques portable et offrant des capacités de stockage développées (jusqu’à 1Go), il a malheureusement souffert de son format trop petit, qui rendait sa lecture impossible sur d’autres supports, mais aussi de la popularité du CD, qui l’a rapidement dépassé.

Cette semaine, Sony a annoncé la commercialisation du dernier lecteur MiniDisc, prévu pour le mois de mars prochain au Japon. Seulement quelques milliers d’exemplaires devraient être commercialisés, après quoi, le format sera considéré comme définitivement éteint.Après avoir stoppé la production de lecteurs MiniDisc en septembre 2012, Sony écoule donc ses derniers modèles à des prix qui seront très certainement bradés. Une aubaine pour les collectionneurs?Freddy Tougaux et son tube « Ca va daller » remportent actuellement un succès inattendu en France. Ce chanteur, innovant dans un style bien particulier, se rapproche des 1,5 millions de vues sur Youtube. Qui l’aurait cru ?Ce Louviérois de 44 ans au look ringard et décalé fait le buzz depuis son passage à l’émission « La France a un incroyable talent » sur M6. Le candidat « ovni » n’a pas été jusqu’en finale mais finalement a gagné bien plus, il a en effet séduit la France et les Français. Pour lui, cette participation à l’émission de M6 était plus pour la « déconne » que pour remporter une réelle victoire. Sa fierté c’est d’avoir récolté autant de vues sur Youtube.

Batterie ASUS P43E

Comment fonctionne l’Atop? « A partir d’un petit boîtier connecté au bus de la voiture, la puce accède aux informations du véhicule, nous explique Bruno Motté, directeur des projets télématiques chez NXP. En cas d’accidents, l’Atop envoie un message d’alerte au centre de secours en fournissant les informations de routes qui permettront aux secours d’organiser leur intervention de manière optimale. » Par exemple, si le système communique sur une décélération brutale (de 100 km/h à 0 en quelques secondes par exemple) ou le déclenchement des airbags, etc., les secours peuvent en déduire la nature et les conséquences éventuelles de l’accident et intervenir en conséquence, y compris sur les besoins matériels face au nombre de passagers (et donc blessés éventuels) communiqué par la puce embarquée.

La communication s’effectue soit par envoi automatique d’un SMS, soit par In-Band Modem (ou modem intrabande), le standard de communication des informations fournies en cas d’urgence. Deux protocoles implémentés sur le canal voix des réseaux GSM des opérateurs mobiles, ce qui évite d’avoir à déployer une infrastructure spécifique pour bénéficier du service. Seule l’installation des serveurs d’applications capables d’assurer le traitement des données envoyées est nécessaire, quand ce n’est pas déjà le cas, dans les centres d’appels (PSAP pour public service answering point). Le passage d’un protocole à l’autre (SMS ou InBand Modem) pouvant se faire à distance dans les équipements embarqués par simple téléchargement applicatif. « Notre proposition et agnostique et complètement versatile, insiste Bruno Motté qui ajoute que NXP est la première société à implémenter le système dans le cadre d’une expérience grandeur nature sur In-Band Modem. »

Le responsable fait référence à l’expérimentation lancée le 10 novembre dernier avec trois véhicules partis de Madrid, Athènes et Helsinki en direction de Bruxelles qu’ils doivent atteindre le 25 novembre prochain. Tout au long des 20.000 km parcourus, les voitures signaleront des accidents virtuels. « Le but de l’expérimentation est de s’assurer que le système fonctionne partour en Europe indépendamment des standards actuels », explique Georges Marinov, vice-président senior de T-Systems France, partenaire de l’opération (notamment dans les projets de véhicules connectés) avec IBM (partie serveur d’application), Allianz OrtungsServices (plate-forme LifeService112), BMW (fournisseur des véhicules), Dekra (unités de secours) et les associations d’automobilistes AvD, Touring et UAMK. « Aujourd’hui, toutes les technologies sont disponibles pour faire de eCall une réalité immédiate », ajoute-t-il.

Car la Commission européenne entend déployer rapidement et largement le système eCall (mis en place en 2009). Bruxelles souhaite notamment généraliser l’implémantation d’eCall dans tous les nouveaux véhicules dès 2013. Soit bien au-delà des 3 % qui équipent actuellement les produits haut de gamme. Le système Atop est également implémentable dans les voitures plus anciennes (dépourvues de bus d’informations notamment) où seuls les services de base seront déployés : transfert de l’alerte d’accident et localisation GPS. La plate-forme embarque également un canal audio qui permet d’implémenter une fonction d’appel manuel (par simple pression d’un bouton) vers les PSAP. Ce qui permet notamment de signaler les accidents extérieurs. Si l’eCall n’est pas infaillible, notamment à cause de sa dépendance au réseau GSM, la Commission européenne vise les 95 % d’efficacité.

Une efficacité qui dépendra du mode de commercialisation de ces services? Seront-ils «offert» par le constructeur? Disponible optionnellement dans les contrats d’assurance? Si la solution technique est aujourd’hui une réalité, il reste maintenant à l’implémenter de manière la plus efficace possible sans qu’elle s’apparente à un service de luxe réservé aux automobilistes qui auront les moyens d’y souscrire.Après une courte période de flottement, Apple doit lancer ce lundi 22 novembre la version 4.2 d’iOS (dans la soirée, heure française), son système d’exploitation mobile destiné aux iPhone 4, 3GS et 3G, aux iPad et aux iPod Touch de deuxième et troisième génération. Comme habituellement, la mise à jour s’effectuera par téléchargement via la synchronisation du terminal avec iTunes 10.1.

Pavé tactile de dernière génération, le TouchPad T650 vous permet de contrôler votre PC à l’aide d’une surface tactile en verre. Naturellement, l’utilisateur navigue à travers l’interface en faisant glisser ses doigts sur la surface du pavé. Clic, défilement, zoom sont autant de fonctionnalités basiques prises en chargé par le pavé, qui permet également de revenir à l’écran d’accueil, d’afficher les Charms et de naviguer d’application en application grâce à des contrôles tactiles très simples. Rechargeable, le pavé s’installe facilement et offre une excellente autonomie.Conçue pour le contrôle tactile, la Touch Mouse de Logitech est sans doute l’une des souris offrant le meilleur rapport qualité / prix à l’heure actuelle. Simple d’utilisation, elle gère le défilement horizontal et vertical et le basculement d’une application à l’autre. Stylée, elle offre une liberté de mouvements extraordinaire à l’utilisateur qui retrouve les sensations de contrôle tactile propres à Windows 8.

S’il n’est pas difficile de mettre la main sur un clavier confortable, il est en revanche nettement plus difficile d’en trouver un à un prix compétitif qui offre la fonctionnalité Bluetooth. Très agréable à utiliser, le Sculpt Comfort a été conçu pour simplifier la vie des utilisateurs et offrir un confort à toute épreuve. Si le clavier nécessite un petit temps d’adaptation, il offre néanmoins une réelle aisance et permet de reposer les poignets tout en optimisant le travail. Disponible en version “mobile” et plus classique, et compatible à la fois avec Windows 8, Windows 8 RT, Android et Mac, le clavier Confort de Microsoft est incontestablement l’un des meilleurs claviers du moment.Tout comme la T620 de Logitech, la Touch Mouse de Microsoft dispose d’une zone tactile qui permet à l’utilisateur de reproduire la plupart des gestes tactiles propres à Windows 8. Meilleur marché que la T620, elle présente la caractéristique d’être utilisable avec une ou deux piles.

Conçue par les Belges de SoftKinetic, la caméra DepthSense 325 permet de contrôler naturellement son écran à l’aide du contrôle gestuel. Concrètement, l’utilisateur place sa caméra sur son ordinateur portable et contrôle à distance son écran grâce à la reconnaissance gestuelle. Reprenant à peu de choses près le concept, mais avec néanmoins quelques différences notoires – le contrôle se concentre ici sur la reconnaissance des doigts – la caméra DepthSense 325 permet également de contrôler de nombreuses applications conçues spécifiquement pour ce support. En revanche, difficile de la conseiller à monsieur tout le monde puisque le système est conçu à la base pour les développeurs. Mieux vaut donc avoir quelques solides connaissances en informatique ou être un geek averti avant de songer à se la procurer.Si vous n’avez pas le budget pour vous acheter un PC tactile ou une tablette sous Windows 8 mais souhaitez tout de même utiliser la nouvelle version du système d’exploitation de Microsoft, pensez à jeter un coup d’œil du côté des accessoires. Certains produits offrent en effet des alternatives au contrôle tactile à un prix défiant toute concurrence.

Pavé tactile de dernière génération, le TouchPad T650 vous permet de contrôler votre PC à l’aide d’une surface tactile en verre. Naturellement, l’utilisateur navigue à travers l’interface en faisant glisser ses doigts sur la surface du pavé. Clic, défilement, zoom sont autant de fonctionnalités basiques prises en chargé par le pavé, qui permet également de revenir à l’écran d’accueil, d’afficher les Charms et de naviguer d’application en application grâce à des contrôles tactiles très simples. Rechargeable, le pavé s’installe facilement et offre une excellente autonomie.Conçue pour le contrôle tactile, la Touch Mouse de Logitech est sans doute l’une des souris offrant le meilleur rapport qualité / prix à l’heure actuelle. Simple d’utilisation, elle gère le défilement horizontal et vertical et le basculement d’une application à l’autre. Stylée, elle offre une liberté de mouvements extraordinaire à l’utilisateur qui retrouve les sensations de contrôle tactile propres à Windows 8.

S’il n’est pas difficile de mettre la main sur un clavier confortable, il est en revanche nettement plus difficile d’en trouver un à un prix compétitif qui offre la fonctionnalité Bluetooth. Très agréable à utiliser, le Sculpt Comfort a été conçu pour simplifier la vie des utilisateurs et offrir un confort à toute épreuve. Si le clavier nécessite un petit temps d’adaptation, il offre néanmoins une réelle aisance et permet de reposer les poignets tout en optimisant le travail. Disponible en version “mobile” et plus classique, et compatible à la fois avec Windows 8, Windows 8 RT, Android et Mac, le clavier Confort de Microsoft est incontestablement l’un des meilleurs claviers du moment.Tout comme la T620 de Logitech, la Touch Mouse de Microsoft dispose d’une zone tactile qui permet à l’utilisateur de reproduire la plupart des gestes tactiles propres à Windows 8. Meilleur marché que la T620, elle présente la caractéristique d’être utilisable avec une ou deux piles.

Conçue par les Belges de SoftKinetic, la caméra DepthSense 325 permet de contrôler naturellement son écran à l’aide du contrôle gestuel. Concrètement, l’utilisateur place sa caméra sur son ordinateur portable et contrôle à distance son écran grâce à la reconnaissance gestuelle. Reprenant à peu de choses près le concept, mais avec néanmoins quelques différences notoires – le contrôle se concentre ici sur la reconnaissance des doigts – la caméra DepthSense 325 permet également de contrôler de nombreuses applications conçues spécifiquement pour ce support. En revanche, difficile de la conseiller à monsieur tout le monde puisque le système est conçu à la base pour les développeurs. Mieux vaut donc avoir quelques solides connaissances en informatique ou être un geek averti avant de songer à se la procurer.Les rumeurs entourant la sortie du futur Galaxy S4 abondent sur la toile et il est parfois difficile de faire la part des choses. Nous nous sommes penchés sur la question et avons tenté d’imaginer à quoi ressemblera le futur flagship de Samsung…

S’il semble à peu près certain que le Galaxy S4 ne sera pas équipé d’un écran incurvé, le futur produit phare du géant coréen devrait néanmoins bénéficier d’un nombre important d’améliorations parmi lesquelles:Tout comme le Galaxy S3, le S4 devrait hériter d’un écran large, mais pas trop. Par rapport au S3, le S4 gagnerait 0,2″ seulement, la faute au Galaxy Note 2 qui occupe le niveau supérieur et ne doit en aucun cas venir rivaliser avec le S4. En revanche, attendez-vous à un écran encore plus sensible, affichant des couleurs plus vraies que nature et une densité de pixels impressionnante.Légèrement en retard sur ses concurrents, qui affichent des capteurs de 13 mégapixels depuis plusieurs mois déjà, Samsung devrait introduire son premier capteur de 12 mégapixels avec le Galaxy S4. Un gain e qualité qui devrait permettre aux possesseurs du Galaxy S4 de réaliser de petites oeuvres d’art tout en bénéficiant de la suite logicielle exclusive du constructeur.

Tout comme son rival Apple, Samsung avait quelque peu loupé le passage à la 4G avec son Galaxy S3, n’offrant une version 4G pour les marchés européens que quelques mois après le lancement du premier Galaxy S3. En théorie, la 4G universelle devrait être l’un des principaux ajouts du Galaxy S4.D’après une liste d’accessoires ayant filtré, Samsung proposerait des batteries de remplacement de 2.600 mAh, ce qui signifierait que le géant coréen aurait revu à la hausse sa copie. Pour rappel, le Galaxy S3 intégrait par défaut une batterie de 2.100 mAh. Une batterie extra-large (3.000 mAh) produite par Samsung permet aujourd’hui de booster quelque peu l’autonomie de son téléphone, mais comme bien souvent, il s’agit d’un achat supplémentaire pour le consommateur. Le gain de batterie du Galaxy S4 pourrait partiellement compenser ce défaut.Tout comme Nokia, LG ou Sony, Samsung souhaiterait investir dans le chargement sans fil. Concrètement, le Galaxy S4 serait équipé de la technologie Qi, une technologie qui permet de recharger son téléphone portable par induction. Selon de récentes rumeurs, le chargeur Qi pourrait néanmoins être vendu séparément.

Laptop Battery for Dell c6017

Only seven out of ten Ministry of Defence laptops are fully encrypted, according to the department’s annual accounts report for 2009-2010, which paint a grim picture of information mismanagement within the armed forces’ infrastructure.The MOD has improved its laptop loss rate, from 326 machines in 2008-09 to 121 notebooks in 2009-10, but at that rate some 40 laptops may have gone missing with no protection for the potentially critical information stored within them.The MOD has focused on data management following the Data Handling Review and Sir Edmund Burton’s 2008 into the loss of MOD data, and “has undertaken considerable further work to prohibit the use of unencrypted media, and to improve personal data handling generally,” the report said.Despite the fact that 92% of staff have completed encryption awareness training and encryption rates had improved, the department acknowledged it still had much work to do to secure personal and strategic data.“The percentage of those laptops that were fully encrypted – thus minimising the risk of any compromise of the information they contained – rose from 27.6% to 70.2%,” said accounting officer Sir Bill Jeffrey in the report. “We will continue our efforts to ensure that this welcome progress is sustained and improved on.”

While the MOD might be reducing the amount of data it loses, the department often cannot find information when it needs it most, a situation that could hamper both judicial reviews and operations.“Work is in train to improve the information management infrastructure, but current systems expose the department to the risk of being unable to guarantee access to the information needed to respond to time critical judicial or other requests,” Jeffrey said.The management infrastructure improvements are considered urgent, particularly because the department believes the threat from cyber attacks is currently high.“In addition to the risks posed by data losses and information infrastructure, the risk presented to the department by threats to cyber security is of increasing concern,” Jeffrey said. “The department is working to improve awareness of the risks of cyber attack, and capability to respond to it flexibly and affectively.”You can tell it’s the summer silly season. Take, for example, the story doing the rounds today about the BBC losing 146 laptops, 65 mobile phones and 17 BlackBerrys to the tune of a headline-friendly £240,000 over the past two years.

It sounds terrible, especially given that the money comes from the public via the licence fee, but when, or if, you stop to think about it – that actually represents less one and a half laptops a week.Careless? Yes, but hardly a big surprise given that the Beeb employs 23,000 members of staff, often on the move and working unconventional hours. OK, they don’t all carry laptops or other portable devices, but it’s fair to assume that a good chunk of them have a laptop and at least a BlackBerry.To put that in perspective, the British Computer Society compiled figures three years ago looking to benchmark the normal level of laptop loss and theft among companies. It found that laptop loss ranged between 20 and 40 machines per thousand in a year.Even at the bottom end of that estimate, and assuming only 5,000 BBC staff carry a laptop, that would equate to 200 in two years, which is well below what the BBC is being castigated for in reports. In fact, I’ve personally lost almost as many pieces of hardware on various late-night commutes and taxi-rides.

Now I’m no apologist for BBC staffers treating their publicly-funded hardware with reckless abandon, but there is a case for putting this story in a hall of fame for gratuitous product plugging by street-savvy PR shenanigansThe revelations came out after a Freedom of Information Act request, not from a journalist or newspaper, but from a software security company, Absolute Software, which (wait for it) sells a security service for tracking down laptops when they have been stolen.The company, in a press release issued earlier today, took the BBC to task over the fact that only 19 pieces of the lost hardware had been recovered by the corporation, although the BBC said 15 laptops, three mobiles and one BlackBerry were recovered and that whenever a suspected theft or loss was reported, “data security breach procedures” were invoked as necessary.“It’s arguable whether BBC laptops are in fact ‘appropriately’ protected – the sheer number of devices that were lost or stolen and not recovered would suggest the opposite,” said Absolute Software’s Dave Everitt . “The BBC would do well to ensure they are using the technology that’s already installed in most laptops to track such stolen devices as well as smartphones and recover them, or at least render them impossible for others to use.“Fine sentiments no doubt, but if I was running the security side of a corporate mobile strategy I’d be super cautious of a company that would run so quickly to the media, and trade so ruthlessly and publicly on the misfortune of another organisation that probably isn’t performing any worse than the industry average.

Quite how the BBC is paying so much for its laptops – £1,500 a piece, according to the research – is another matter altogether.A few years ago, we were told that in future we could forget the daily commute, because we’d all be working from home. Futurologists told global mega-corporations they’d be able to close down their office towers, since the only space they’d need in 2010 would be a massive server room stacked full of big iron.All of their home-working employees would hook into this behemoth using ultra-fast, fibre-optic broadband connections, and meetings would take place virtually by video conference. These crystal-ball gazers really couldn’t have got it more wrong if they’d tried.The fundamental mistake that those future-gazers made was in prescribing teleworking as an alternative to office-based working, when in fact it has become an adjunctThe fundamental mistake that those future-gazers made was in prescribing teleworking as an alternative to office-based working, when in fact it has become an adjunct

There are some people who work from home – either full-time or just a few days a week – but that massive shift to home-based working simply hasn’t happened. In fact, some companies that experimented with a home-based workforce have quietly brought them back into the office and re-assimilated them.The other side of the prediction proved totally wrong too, because rather than turning into vast server hangars, a combination of virtualisation, outsourcing and Cloud computing have meant that big corporations now operate with a server room the size of a broom cupboard. Ultra-fast broadband and video conferencing? No sign of the former, and the latter seems to be universally detested.But the fundamental mistake that those future-gazers made was in prescribing teleworking as an alternative to office-based working, when in fact it has become an adjunct. More and more of us are working at home as well as in our ivory tower (or dingy basement if you happen to work for me!).

The invention of smartphones, push email, mobile broadband and connected laptops means that for many of us “9-to-5” is sadly a thing of the past and the working day now extends into the evening, while the week spills over into the weekend. Put your hand up if you take your smartphone to bed with you, and check your email as soon as you wake, before you get out of bed. I reckon there are a lot of hands in the air right now…I don’t think this situation is likely to change, so the best we can do is make the extended working day as stress-free as possible, which mostly involves making sure we have the right technology to hand and that it works.Use your phone’s built-in profile and message-filtering abilities to prioritise incoming email. It’s 8pm, but the email is from your boss or your firm’s top client, and the word “URGENT” appears in its subject line, so you might want to take a look at it – whereas if it’s from Amazon recommending you buy Rolf Harris’ Christmas in the Sun (because you once ordered Cliff sings Carols for your nan) then you probably won’t want to be disturbed.

Each mobile operating system has its own facilities for managing alert profiles, and these can usually be enhanced using third-party add-ons that help you ensure that when your “at home” profile is selected, you’ll only be bothered by the really important messages.That urgent email from your boss might include his latest PowerPoint monstrosity, or perhaps a spreadsheet (which is probably really a database), so make sure your phone has good facilities for viewing and editing standard Office documents. This lets you flip through the presentation while sitting on the sofa, rather than having to get up and fire-up the laptop, and you’ll also be able to quickly correct the errors in your boss’ spreadsheet. Mobile Office apps is one (the only?) area where Windows Mobile has an edge over the rest of the smartphone OS contenders, which is hardly surprising given its Microsoft connection.Many other platforms will supply third-party software such as Documents to Go from DataViz, and on some platforms you’ll get a read-only version supplied with your phone, but will need to stump up $30 or so for the full version. Trust me, it’s worth it, simply because it means you’ll be able to leave your laptop in its bag.

Never forget that there’s an “off” switch. (Actually, that isn’t true, because off the top of my head I can’t actually think of a single smartphone that has a physical switch to turn it off, but you know what I mean.) This might seem terribly obvious, but some people have a real problem hitting that switch, yet once they do it can be liberating – a small glimpse of the feeling you get when on holiday. (A holiday where you left your work phone at home, of course!)I’m beginning to suspect that the current fad for bring your own device (BYOD) is a plot thought up by Mike Myers’ character Dr Evil, to double IT staff requirements.The upsides – choice; faster provisioning; avoidance of unhealthy intimacy between purchasing department and reseller; user care and involvement; and so forth – are all promised with no attempt to enumerate the corresponding downsides. As with other articles of religious faith, the conditions under which those promises might be delivered are never explored, either in the nerd-speak you and I use or in plain English for everyone else.You’ve guessed right, I’m smarting from recent painful experiences – although it hasn’t always been my own ego that was bruised: others have shared my pain, but it’s my brain that got an Olympic-class workout.

Let’s take the easiest case first. A client suffered a palace revolution in which its IT users renounced the old school and stormed the steps of the nearest high-street PC retailer to replace their irritatingly nasty home-built workstations (that’s their description: sorry Asus and Gigabyte). The users had spoken, although in my opinion they were dead wrong. They were quite sure that nice mid-range Sony VAIOs would cure all perceived ills and do a far better job than these ageing and annoying deskside self-builds. (Okay, you self-builders, please wait for the punchline before you start venting spleen over Twitter in support of your team.)They were quite sure that nice mid-range Sony VAIOs would cure all perceived ills and do a far better job than these ageing and annoying deskside self-buildsThey were quite sure that nice mid-range Sony VAIOs would cure all perceived ills and do a far better job than these ageing and annoying deskside self-buildsI listened to the client’s catalogue of woes. The chief gripe with the shiny-new laptops was that after a meeting they would all emerge from the room to discover their units were all running slow – horribly slow; verging on unusable. I became increasingly suspicious of their pattern of activity vis-a-vis this pattern of systematic slowdowns. It sounded uncomfortably like their previous complaints about those old desktop PCs, so I resolved to go forensic on them. It wasn’t so much about how much RAM was in their machines but more about precisely how they were working inside that meeting room.

“We love our VAIOs,” they all said, “we all take them into the meeting on wireless so we can check our calendars and set up any to-dos that arise.” Not much wrong with that, except that I already knew the impressive size of their average mailboxes in the IMAP store, and guessed they might see performance issues when half-a-dozen people in the same room wielded both VAIO and BlackBerry through the same antenna.Their reply was mildly peevish: “Yes, we appreciated that at an early stage, so we run the web-based access to our mail server in the meeting room, then let the machines do a full reconcile back at our desks.” That offered me a glimmer of a hint, but it wasn’t until my next visit that the full horror of the situation sank in.Their VAIOs – very nice machines, to be sure – had all been bought with port replicators, and they all had secondary monitors, Ethernet cables, proper keyboards and mice hanging off those ports. These almost-portless, slim Ultrabooks docked smoothly into their replicators, with none of the grinding of plastic and tedious flashing of LEDs during new device detection that I remember from the last time I had a job posh enough to warrant a port replicator. (I recall it was a 486/66 ThinkPad – that long ago.)

  1. http://blogsinn.com/?w=akkusmarkt
  2. http://yaplog.jp/akkusmarkt/
  3. http://akkusmarkt.blog.wox.cc/
  4. http://akkusmarkt.allmyblog.com/

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Anders als ursprünglich beschrieben, ist die Kombination von zwei D3x und einem DSx als 2.1-System mit Subwoofer doch möglich. Das geht aus Creatives Diagrammen zwar nicht hervor, das Unternehmen bestätigte diesen Umstand aber nach Erscheinen des Artikels. Der entsprechende Satz auf der ersten Seite wurde geändert.Olympus hat mit dem LS-20M einen einfachen Camcorder vorgestellt, der in voller HD-Auflösung (1.920 x 1.080p) filmt und den Ton mit 24 Bit/96 kHz aufzeichnen kann. Das Gerät erinnert vom Gehäuse an ein Diktiergerät und kann auch als Webcam genutzt werden. Der LS-20M von Olympus zeichnet Ton-Stereoaufnahmen im unkomprimierten 24-Bit-/96-kHz-PCM-Format auf. Dazu sind zwei Mikrofone mit 90-Grad-Abdeckung in die Gehäusevorderseite eingebaut worden. Ein Low-Cut-Filter soll bei Wind und lauten Geräuschen für eine ausgewogene Aufnahme sorgen. Dazu kommt eine wahlweise manuelle oder automatische Aussteuerung. Zur Aufnahmekontrolle und für die Menüsteuerung wurde ein zwei Zoll großes Display (5,08 cm) mit einer Auflösung von 320 x 240 Pixeln eingebaut.

Wer will, kann die Eingangsbuchsen für Mikrofon und Line-In (3,5 mm) verwenden, um externe Tonquellen einzuspeisen. Eine einfache Tonschnittfunktion wurde ebenfalls eingebaut. Neben Tonmaterial kann der LS-20M auch Videos in Full-HD im MPEG-4-Format mit 30 Bildern pro Sekunde aufnehmen.Das fest eingebaute Objektiv mit einer Brennweite von 35 mm (KB) bildet ab 30 Zentimetern Motivabstand scharf ab. Einfache Videofilter ermöglichen die Verfremdung des Filmmaterials ohne PC. Über HDMI kann das Gerät auch an ein Display oder einen Projektor angeschlossen werden.Der Camcorder kann auch als Webcam am PC angeschlossen werden. Dazu steht eine USB-2.0-Schnittstelle zur Verfügung. Der Akku erlaubt eine Aufnahmedauer von ungefähr einer Stunde. Mit dem erforderlichen Akku des Aufnahmegeräts wiegt der Olympus LS-20M 154 Gramm.

Das Olympus-Gerät misst 135 x 63 x 18,1 mm und speichert die Daten auf SDHC-Karten. Der Preis liegt bei rund 350 Euro. Im Juni 2011 soll die Markteinführung beginnen.Die TS3Cine von Fastec ist eine Videokamera, mit der Hochgeschwindigkeitsaufnahmen mit einer Auflösung von maximal 1.280 x 720p bei 500 Frames pro Sekunde gespeichert werden können. Als Speichermedium wird eine SSD verwendet. Die Videokamera TS3Cine von Fastec nimmt Filme mit maximal 720p und 500 Bildern pro Sekunde auf. Bei reduzierter Auflösung von zum Beispiel 1.024 x 576 Pixeln erhöht sich der Wert auf 1.085 Bilder pro Sekunde. Die höchste Geschwindigkeit von 20.000 Bildern pro Sekunde kann allerdings nur bei einer Auflösung von 160 x 86 Pixeln erzielt werden. Die TS3Cine von Fastec ist recht groß und schwer. Sie ist dennoch als Handkamera konzipiert. Bedingt durch ihren 7 Zoll großen Bildschirm im Breitbildformat mit einer Auflösung von 800 x 480 Pixeln und die eingebaute SSD kommt sie auf Maße von 22,8 x 11,4 x 8,9 cm und ein Gewicht von rund 1,8 kg. Das Gehäuse ist aus Aluminium gefräst.Die Videoaufnahmen können wahlweise als Einzelbilder in den Formaten BMP, TIFF, DNG oder JPG oder als AVI gespeichert werden. Die Lichtempfindlichkeit des CMOS-Sensors liegt bei ISO 1.600 im Farb- und bei 3.200 ISO im Monochrombetrieb.

Die TS3Cine kann mit einem C-Mount- oder einem Nikon-Objektivanschluss bestellt werden. Auch einen PL-Mount bietet Fastec an. Die Kamera ist mit zwei USB-2.0-Anschlüssen sowie Gigabit-Ethernet und einem SD-Kartenslot ausgerüstet. Auf angesteckte USB-Laufwerke oder SD-Karten können auf Wunsch einzelne Fotosequenzen aus der Kamera exportiert werden. Dazu kommt ein HDMI-Ausgang zur Kontrolle der Aufnahme auf größeren Displays.Der Akku soll eine Laufzeit von 3 Stunden ermöglichen. Die TS3Cine wird mit einer SSD ausgeliefert, die 128 GByte Speicherplatz bietet. Optional ist auch ein Modell mit 256 GByte erhältlich. Die Variante mit 128 GByte kostet rund 30.000 US-Dollar. Die Fastec TS3Cine soll im Laufe des Sommers 2011 auf den Markt kommen.Für den Dropbox-Konkurrenten Sugarsync gibt es nun eine eigene Anwendung für Android-Geräte. Damit können Anwender auf ihre beim Onlinespeicherdienst gesicherten Daten zugreifen. Auch ein automatisches Backup des Android-Geräts ist in der neuen Version möglich. Die neue Version der Android-Anwendung von Sugarsync lädt auf Wunsch automatisch neue Daten, die auf dem Android-Gerät anfallen, auf die Onlinefestplatte des Anwenders hoch. Diese Funktion bezeichnen die Entwickler als Autosync. Im Gegenzug können auch alle dort gespeicherten Daten oder nur einige ausgewählte auf das Mobilgerät heruntergeladen werden.

Alternativ kann der Anwender manuell bestimmen, welche Daten vom Android-Gerät wann in die Cloud hochgeladen werden sollen. Der Nutzer kann vorgeben, dass die Synchronisation zum Beispiel nur über WLAN erfolgen soll oder ausschließlich dann, wenn der Akku gerade geladen wird. Einen Roamingschutz gibt es ebenfalls. Die Maßnahmen verhindern unnötige und teure Datentransfers.Sugarsync bietet jedem Anwender einen kostenlosen Speicherplatz von 5 GByte. Für 30 GByte wird eine Gebühr von jährlich rund 50 US-Dollar verlangt. Sugarsync ist auch über Windows-, Linux- und Mac-OS-X-Clients nutzbar. Eine iOS- und eine Blackberry-Anwendung stellte das Unternehmen erst kürzlich vor. Darüber hinaus gibt es eine Weboberfläche, die sich von jedem Rechner aus erreichen lässt.Nikon hat ein Firmwareupdate für seine digitale Spiegelreflexkamera D7000 vorgestellt, mit dem die hellen Flecken reduziert werden sollen, die bislang bei Langzeitaufnahmen zwischen einer und acht Sekunden die Bilder zierten. Nikons DSLR D7000 aktiviert durch das Firmwareupdate 1.02 die Rauschunterdrückung nun bei Langzeitbelichtungen von einer Sekunde und mehr. Bislang wurde sie erst nach acht Sekunden aktiviert. Die Funktion soll helle Flecken verhindern, die bislang bei Belichtungszeiten zwischen einer und acht Sekunden vorkommen konnten. In einem vorangehenden Firmwareupdate wurden schon einmal weiße Punkte beseitigt, die damals aber nur bei Filmaufnahmen entstanden.

Die neue Firmware 1.02 behebt außerdem ein Problem, durch das sich Filme der D7000 nicht in allen Videoschnittprogrammen öffnen ließen. Auch bei der Filmwiedergabe über den analogen Ausgang zeigte die DSLR bislang Schwächen. So wurde beim mehrmaligen Abspielen einer Videodatei der Ton immer leiser.In Verbindung mit den Nikon-Programmen Capture NX 2 und ViewNX 2 wurden die Bilder magentastichig, wenn der Weißabgleich verändert wurde. Dieses Problem wurde ebenfalls behoben.Die Firmware 1.02 der D7000 behebt außerdem Fehler mit der Kompasspeilungsinformation des GPS-Empfängers GP-1 von Nikon, der virtuellen Horizontanzeige im Sucher und korrigiert fehlerhafte Hilfetexte im Kameradisplay.Die Firmwareinstallation erfordert neben einer leeren Speicherkarte und einem Kartenleser auch einen vollen Akku. Der Anwender entpackt zunächst eine heruntergeladene Datei (Windows, Mac OS X) auf die Karte und schiebt sie dann in den Speicherslot 1 der Kamera. Eine ausführliche Installationsanleitung hat Nikon online veröffentlicht.Die Nikon D7000 arbeitet mit einer Lichtempfindlichkeit zwischen ISO 100 und 25.600 und schießt Serienbildaufnahmen mit bis zu sechs Fotos pro Sekunde. Das Autofokussystem der D7000 arbeitet mit 39 Messfeldern, wovon neun als Kreuzsensoren ausgelegt sind. Videos werden im MPEG4-Format mit AVC-/H.264-Komprimierung und 1.920 x 1.080 Pixeln Auflösung (24p) aufgenommen.

Die Kamera verfügt über zwei Schächte für SD-(HC-) und SDXC-Speicherkarten. Damit können beim Fotografieren wahlweise Sicherungskopien angelegt oder JPEGs und Rohdaten getrennt gesichert werden.Eka hat ein GPS-Modul vorgestellt, das den Aufnahmestandort direkt in die Bilder der Digitalkamera schreibt. Dazu wird eine WLAN-SD-Karte in die Kamera gesteckt, die ihre Fotos auf das GPS-Modul kopiert. So lässt sich jede mit SD-Slot ausgerüstete Digitalkamera mit GPS ausstatten. Der Fotospot W100 von Eka ist ein GPS-Modul, das fortwährend den Standort des Anwenders aufzeichnet. Es ist zudem mit WLAN ausgerüstet und nimmt Kontakt zur Eye-Fi-Speicherkarte in der Kamera auf, die ebenfalls mit WLAN ausgestattet ist. Der Fotospot erstellt eine Kopie der Bilder in der Kamera und schreibt in die Metadaten der Bilder den Aufnahmestandort. Bei herkömmlichen Geologgern müssen die Standortdaten erst am PC mit den Digitalfotos vereint werden. Die Synchronisation erfolgt dabei über die Aufnahmeuhrzeit der Fotos und die GPS-Daten, zu denen ebenfalls die Uhrzeit gespeichert wird.

Der Fotospot kann auf den Blitzschuh der Kamera gesteckt werden und zeigt so stets in die Aufnahmerichtung. Ein eingebauter elektronischer Kompass erfasst zudem die Blickrichtung. Die wird ebenfalls in die Bilder geschrieben. So lässt sich später auf der Karte nicht nur feststellen, wo der Fotograf stand, sondern auch noch, in welche Richtung er fotografierte.Der Fotospot arbeitet mit dem GPS-Chipsatz Sirf Star IV und benötigt für die erste Standortbestimmung beim Kaltstart 120 Sekunden. Der Warmstart soll 5 Sekunden dauern. Über einen Mini-USB-Anschluss wird das Gerät mit dem Rechner verbunden und kann so wieder aufgeladen werden. Der Lithium-Ionen-Akku hält im Dauerbetrieb sechs Stunden. Die Fotos speichert das GPS-Modul auf Micro-SD-Karten. So muss der Fotograf neben SD-Karten auch noch einen weiteren Kartentyp mit sich führen.

Samsung hat mit dem W200 einen einfachen Camcorder vorgestellt, der stoßfest und wasserdicht ist. Die Frontlinse und das Display sind gegen Feuchtigkeitsbeschlag beschichtet worden. So soll der W200 auch bei schlechtem Wetter einsatzbereit bleiben. Der Samsung W200 nimmt Videos mit 1080p und 30 Bilder pro Sekunde auf. Mit dem CMOS-Sensor können auch Standbilder mit 5 Megapixeln Auflösung geschossen werden. Zur Bild- und Menükontrolle wurde ein 2,3 Zoll großes Display (5,84 cm) mit 230.000 Bildpunkten eingebaut. Das Gerät speichert die Videos und Standbilder auf MicroSDHC-Karten und misst 60 x 113 x 19,7 mm. Samt Akku wiegt es 130 Gramm. Über den HDMI-Ausgang kann der Camcorder direkt mit einem Fernseher, Display oder Projektor verbunden werden.Der Samsung-Camcorder soll Stürze aus zwei Metern Höhe schadlos überstehen und ist bis drei Meter wasserdicht. Auch Staub soll dem Gerät nichts anhaben. Über USB werden nicht nur die Daten mit dem Rechner ausgetauscht, sondern auch der Akku des W200 geladen. Zur Akkulaufzeit des Geräts machte Samsung keine Angaben.

  1. http://www.rondeetjolie.com/blog/akkusmarkt.html
  2. http://www.mywedding.com/akkusmarkt/blog.html
  3. http://fasophiafrance.wix.com/akkusmarkt#!blog1/c18a7
  4. http://delicado.microblr.com/